Fisco, Statuto in Costituzione

Il «salto di qualità» dello Statuto del contribuente (legge 212/2000) da inserire in Costituzione salutato con favore (e con pochi distinguo) da politici di differenti schieramenti, altolà a «prestiti forzosi» sulle Piccole e medie imprese (Pmi) e allo «split payment» (una «norma in deroga al sistema di riscossione dell’Iva»). E, ancora, invece dell’obbligo di fatturazione elettronica dal 2019, agevolare «in modo graduale e progressivo» una «adesione spontanea» al sistema telematico. E quanto l’Anc (Associazione nazionale dei commercialisti) e Confimi Industria (Confederazione dell’industria manifatturiera italiana e dell’impresa privata) hanno messo nero su bianco in un documento di proposte illustrate ieri, in un’iniziativa pubblica a Roma, a candidati alle prossime elezioni e rappresentanti di partiti diversi: dal consigliere economico della presidenza del Consiglio Marco Leonardi (Pd) alla deputata del M5s Carla Ruocco, dal parlamentare di Leu Stefano Fassina all’assessore leghista della regione Lombardia Massimo Garavaglia, fino al deputato Andrea Mazziotti (Più Europa) e al presidente della Cassa di previdenza dei ragionieri Luigi Pagliuca, in corsa per Fi. Fra le questioni ritenute centrali dal vicepresidente di Confimi Industria Flavio Lorenzin c’è l’urgenza di far calare «ex ante» il «costo fiscale dei fattori produttivi» (ad esempio, riconoscendo la deducibilità piena dell’Imu dei capannoni, o dei negozi in cui viene svolta l’attività) e di tutelare «l’economia indigena» (ponendo un argine alla delocalizzazione, tagliando il costo del lavoro), mentre il numero uno dell’Anc Marco Cuchel, rivolgendosi idealmente ai futuri governanti dopo le votazioni del 4 marzo, oltre ad invocare maggiore semplificazione tributaria, «regole certe e minore burocrazia», ha ricordato i disagi ed i disservizi telematici che cittadini e professionisti hanno subito in occasione dell’invio dei dati e delle fatture (lo Spesometro) nello scorso mese di settembre. Una circostanza «molto negativa», ha scandito il viceministro dell’Economia Luigi Casero, intervenuto alla fine del convegno, per la quale «non ci siamo scusati abbastanza». II nuovo Spesometro, però, ha rassicurato, «è molto più semplice».

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