Meno vincoli per i crediti dello split payment

Un plafond per lo split payment, stretta sull’utilizzo indebito delle compensazioni per contrastare l’evasione, allargamento del contraddittorio con gli uffici prima dell’avviso di accertamento, eliminazione di alcune presunzioni sul redditometro. Sono alcune delle trenta semplificazioni (o giù di lì) che la presidente della commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco (M5S), mette sul tavolo del dibattito politico con una proposta di legge (già formalizzata con l’atto Camera 1074) che potrebbe diventare uno dei collegati alla manovra di bilancio. «L’obiettivo della proposta è di fare focus su provvedimenti soprattutto a costo zero per lo Stato che possa garantire a cittadini, professionisti e imprese anche una riduzione degli oneri da adempimento», precisa Ruocco. «La prossima settimana – prosegue – cercheremo di incardinare la proposta di legge in commissione: c’è la possibilità a livello parlamentare di ascoltare tutte le parti interessate e concentrare l’attenzione su misure con una certa convergenza tra le forze politiche da una parte e associazioni di cittadini e attività produttive dall’altra». Meno adempimenti Con un punto di partenza: gli adempimenti Iva. La proposta punta a introdurre un plafond per lo split payment sulla falsariga di quello utilizzato dagli esportatori abituali. L’obiettivo è ridurre le penalizzazioni che colpiscono i fornitori di Pa e altri soggetti obbligati al meccanismo della scissione dei pagamenti semplificando e favorendo l’utilizzo del credito Iva per ridurre il carico del dovuto nel periodo successivo. Sotto la scure finiranno anche alcuni adempimenti e comunicazioni telematiche in modo da garantire il debutto della fattura elettronica tra “privati” dal 2019 senza appesantire troppo i contribuenti. Nel pacchetto anche l’addio alle dichiarazioni di intento e si proverà a snellire il fronte dei versamenti, prevendendo il modello F24 per tutte le tipologie di imposte. Ma non solo, perché potrebbe essere accolta una delle richieste storiche dei sostituti d’imposta di determinare le addizionali Irpef attraverso un unico versamento anche se si tratta di più Comuni interessati. Si punta anche a superare le doppie richieste di dati con un refresh che vedrà impegnata annualmente l’agenzia delle Entrate a snellire i modelli di dichiarazione, eliminando tutte le parti relative a informazioni già in possesso. Un’operazione anche in termini di trasparenza dato che sarà evidenziato nella nota di aggiornamento al Def. Meno adempimenti non significa lasciare più campo agli evasori. Nella proposta di legge c’è anche un’ulteriore stretta sull’utilizzo di crediti inesistenti o non spettanti in compensazione. Mentre per quel che resta del redditometro si potrebbe intervenire con uno snellimento delle presunzioni e quindi dell’onere della prova La proposta Ruocco potrebbe essere il treno su cui far salire la soluzione già studiata ma poi rimessa nei cassetti di mitigare le sanzioni pecuniarie per gli assegni da mille euro in su senza la clausola di non trasferibilità. LoStatuto del contribuente Nelle 30 semplificazioni troverà posto anche il rilancio del ruolo dello Statuto del contribuente. Più spazio al contraddittorio con il fisco prima dell’accertamento, rafforzamento del principio secondo cui modelli e software per gli adempimenti devono arrivare non più tardi dell’anno precedente o almeno 6o giorni prima della scadenza dell’obbligo. Sul fronte pignoramenti anche i professionisti potrebbero vedersi riconoscere gli stessi limiti previsti per i dipendenti. Infine a ogni onere tributario aggiunto dovrà corrispondere la riduzione di un altro.

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