“Ben vivere sui territori”. La ricerca premia Trento e Bolzano

La ricerca “Ben-vivere nei territori” – ideata e promossa dal professor Leonardo Becchetti, co-fondatore di Next, in collaborazione con Avvenire, Federcasse ed il contributo di oltre 60 esperti (tra cui l’ex premier Giuliano Amato) – è stata presentata questa mattina da Marco Tarquinio (Direttore di Avvenire), durante il primo Festival Nazionale dell’Economia Civile che si svolge da oggi a domenica a Firenze (Palazzo Vecchio – Sala dei Cinquecento). La ricerca tiene conto di una classifica di generatività, di responsabilità civile del territorio. oltre che di ben vivere. Per “generatività” viene inteso la capacità di incidere positivamente nella vita di altri esseri umani. Come primo elemento la ricerca ha evidenziato quanto non sia solo il benessere materiale a far vivere bene in una città, bensì altri fattori. Unendo i vari fattori presi in analisi, sono risultate Trento e Bolzano le città italiane in cui si vive meglio, mentre i territori in cui gli indicatori del benessere sono meno alti sono Crotone e Napoli. “Ben-vivere nei territori” a differenza di altri studi, non tiene in considerazione solo indicatori di tipo economico, ma anche temi di tipo sociale come la capacità di accoglienza, la cura per l’ambiente, il turismo e la cultura, l’impegno civile, la capacità di offrire posti di lavoro, legalità, sicurezza, salute e servizi alla persona. La capitale italiana del Ben-Vivere è quindi Bolzano con 103,41 punti, seguita a ruota da Trento (100,85 punti) e Pordenone (100,08 punti). Il Friuli si dimostra una regione particolarmente votata al benessere, in quanto oltre a Pordenone, anche Gorizia e Udine sono nella top ten. Nelle zone alte della classifica anche In difficoltà il Mezzogiorno, che vede in Bari, solo settantesima posizione, il suo centro migliore. Maglia nera per la Calabria, che oltre al fanalino di coda Crotone, piazza al quartultimo e terzultimo posto della classifica Reggio Calabria e Vibo Valentia. A pesare, oltre a ragioni di natura economica, anche servizi pubblici poco efficienti e un bassissimo numero di laureati. Milano, prima in numerosi indicatori, paga però il numero dei dipendenti da alcol, di persone colpite da disagio psichico e in termini di numero di suicidi.

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