Pd, primarie, uniti Zingaretti, Martina, Renzi, Giachetti

Fair play: è questa la parola d’ordine al Nazareno, dopo la vittoria di Nicola Zingaretti alle primarie. I due sfidanti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti, riconoscono entro un’ora dalla chiusura delle urne la sconfitta, augurando buon lavoro al nuovo segretario. Il primo a riconoscere l’affermazione del presidente della Regione Lazio è Giachetti, con un tweet di auguri per un buon lavoro. Poi ai cronisti aggiunge: “E’ un grande risultato per il Pd e per il Paese, il partito non è certamente in macerie e rivendico che la nostra candidatura è servita a far cambiare opinione a Zingaretti su una possibile alleanza con il M5S”. Quasi a ruota lo segue Martina, che in sala stampa al Nazareno per spiegare quali saranno, d’ora in poi, i suoi obiettivi all’interno del partito. “Zingaretti è il nostro segretario, gli elettori hanno scelto e da oggi noi lavoriamo al suo fianco, senza se e senza ma alla nuova stagione del Pd e per l’Italia”. Per Martina “il partito è in buone mani e per noi tutti si apre una stagione nuova di impegno”. Una riflessione che sembra incontrare non solo il favore dei suoi sostenitori, che attraverso i social gli tributano un applauso per la determinazione in campagna elettorale e la correttezza nel riconoscere la sconfitta, ma anche di quelli del nuovo leader. Una reazione diametralmente opposta a quella di alcuni sostenitori di Giachetti, che tra Facebook e Twitter comunicano di essere pronti a pretendere armi e bagagli per uscire dal partito. Magari per seguire Matteo Renzi, sebbene dai messaggi dell’ex premier non sembra avere alcuna intenzione di levare le tende. Anzi, Renzi prova a spegnere sul nascere ogni rumor, tendendo la mano al suo successore. “Quella di Nicola Zingaretti è una vittoria bella e netta”, scrive sui social.” Adesso basta col fuoco amico: gli avversari politici non sono in casa, ma al governo”. Tra le voci a caldo, tra le più lucide c’è quella di Ivan Scalfarotto: “Mi aspettavo questo numero di elettori”, dice il deputato dem, “perché i nostri elettori, quando vengono chiamati al voto, non fanno mai cadere nel vuoto la richiesta”. L’ex viceministro dello Sviluppo economico, commentando i complimenti e gli auguri recapitati da Giachetti e Martina al Zingaretti, poi, esclama: “Questo dimostra che il fair play nel Pd esiste”. Ma c’è già chi raccoglie le scommesse sulla durata di questa nuova tregua in casa Pd.

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