Sostenibilità fiducia, partecipazione, a Firenze il Festival dell’Economia Civile

Sostenibilità, fiducia, partecipazione, sviluppo, generatività, bene comune. Sono alcune delle parole chiave di una nuova accezione dell’Economia. Quella che va sotto il nome di “Economia Civile”. Se ne parla, da oggi a domenica a Firenze (Palazzo Vecchio, Salone dei 500) nel Festival organizzato da Federcasse. Già il luogo indica che non si tratta di discorsi marginali o velleitari e le presenze di esperti da tutto il mondo e di uomini politici e di governo (tra sabato domenica verranno il premier Giuseppe Conte e i ministri Giovanni Tria e Sergio Costa) sta a dimostrare è possibile e da perseguire un’economia diversa, che prova davvero a mettere al centro non più e non solo i numeri, ma anche il tasso di felicità (o, quantomeno di miglioramento della nostra vita) che lo sviluppo riesce a generare. A fare gli onori di casa è stato il Sindaco di Firenze Dario Nardella: “Gli attuali indicatori dell’economia, purtroppo, non riescono a farci comprendere a pieno la situazione economica attuale. Ecco perché occorre un cambiamento. L’economia civile mette al centro la persona, ma anche il lavoro e l’impresa. Il lavoro, infatti, è un valore che rappresenta la dignità dell’uomo; non i soldi. D’altronde tutto ciò è racchiuso anche nell’articolo 1 della Costituzione Italiana ed è per questo che non capisco le attuali politiche di assistenzialismo. Come può il Reddito di Cittadinanza incrementare la ricerca di lavoro? Sono fiducioso che questo festival crescerà, poiché la chiave più moderna dell’economia civile è la cultura”. Augusto Dell’Erba (Presidente Federcasse BCC) ha dichiarato: “L’idea di questo Festival nasce in Federcasse, ma molti ci hanno aiutato. Siamo a Firenze, poiché questo è il luogo dell’Umanesimo e di un modo di intendere l’economia finalizzata al bene comune”. Per dell’Erba sarà importante ragionare anche di un nuovo approccio alla finanza, capace di creare realmente utilità sociale e benessere diffuso”. “in questo senso – ha concluso – particolare è l’esperienza delle banche cooperative di comunità, quali le bcc e case rurali». Leonardo Becchetti (Direttore del Festival Nazionale dell’Economia Civile e Cofondatore di NeXt) ha sottolineato come sia “importante fare un passo avanti e capire cosa significa “generatività”. L’economia civile significa “uno uno fa tre” e va contro la filosofia del “uno contro uno fa meno di due”. Il valore che si crea è maggiore di quello che si crede. Oggi non basta avere contenuti, ma bisogna saperli comunicare. Il mondo gira intorno alle nostre grandi scelte di consumo. Dovremmo premiare le aziende all’avanguardia nel settore dell’ambiente. Attivare meccanismi partecipativi. L’attuale sistema brucia leader, ma l’economia civile, al contrario, punta alla collaborazione. La fiducia può creare cooperazione e moltiplicare la nostra capacità di fare” Stefano Zamagni (professore di economia politica all’università di bologne a e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali) ha confermato: “Chi ama la libertà, punta allo sviluppo, non alla crescita. L’Economia Civile non si accontenta di progredire, ma punta alla difendere la biodiversità anche imprenditoriale. Ricordando come il concetto di economia civile richiami ad una “produttoria” degli interessi dei singoli (e non in una loro mera sommatoria), per creare autentico bene comune, Zamagni ha ricordato come l’Economia civile vuole più tipologie di imprese, che competano fianco a fianco, anche aiutandosi. La biodiversità è la prima garanzia di libertà. L’economia ha senso solo se ha come fine il bene comune”.

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