Alitalia, spunta Toto (che smentisce). Sarà prorogata la scadenza del 30 aprile?

Avanti un altro, ecco (forse) Toto. Nel caotico dossier Alitalia, spunta infatti un possibile nuovo protagonista per rilanciare il vettore italiano. Mentre si avvicina la data del 30 per la presentazione di un’offerta vincolante da parte delle Fs, secondo indiscrezioni si punterebbe a far entrare in campo il gruppo abruzzese delle infrastrutture, pronto ad acquisire il 20-30% delle quote. La holding in passato era stata azionista della compagnia aerea Air One che poi aveva ceduto ad Alitalia, mentre ora gestisce la maggioranza dell’Autostrada dei Parchi A24/25.

Secondo alcuni, la pista sarebbe concreta, visto che Atlantia rimane al momento gelida sul coinvolgimento. Fonti del Mise da un lato frenano, spiegando che non ci sarebbe stato alcun contatto tra il vicepremier Luigi Di Maio e il Gruppo Toto, ma rimane una postilla. Il dossier è un’operazione di mercato, e “se il Gruppo Toto presenterà un’offerta sarà valutata ben volentieri da Ferrovie dello Stato e dai commissari”, filtra dal governo.

Toto dal canto suo smentisce ogni contatto a Taranto e mette nero su bianco come “tramite la società Renexia” non stia preparando “nessuna offerta di acquisto per Alitalia da presentare entro martedì”. Il 30 aprile appunto, data che potrebbe essere ulteriormente prorogata visto che al momento l’intera operazione sembra in alto mare.

La composizione della newco? Le Ferrovie dello Stato avranno il 30%, Mef il 15% come Delta. Balla sempre un ‘maledetto’ 40%, che dovrebbe essere coperto da Toto, forse China Eastern o altri fondi, ancora in incognito. Nel rush finale il dl crescita ha di fatto annullato la scadenza prevista a fine giugno del prestito ponte di 900 milioni. In attesa che diventi legge, la scelta potrebbe essere però vista come aiuto di Stato dall’Ue, che monitora da mesi il caso con il commissario alla Concorrenza Marghrete Vestager

I sindacati non nascondono la propria preoccupazione con Filt Cgil che chiede subito investimenti a lungo raggio e avverte: “Senza risposte entro il 30 aprile saremo costretti a muoverci con una mobilitazione dei lavoratori”. “Continua lo stillicidio di notizie su chi farà parte dell’azionariato di Alitalia. Si tratta di una condizione necessaria ma non sufficiente al suo rilancio”, fa eco la Fit Cisl. Sul caso interviene anche Andrea Giuricin, docente di Economia dei trasporti all’Università Bicocca di Milano: “Il punto critico è che nessuno è veramente del settore aereo e la soluzione prospettata del Governo è stand alone. Un vettore come Alitalia – spiega a LaPresse – che perde mezzo miliardo di euro l’anno e che ha solo il 2 per cento della quota di mercato aereo può fare ben poca strada e che costerà cara al contribuente italiano”.

Alla fine, per evitare un crac pesantissimo anche dal punto di vista politico, Di Maio potrebbe doversi rivolgere a Lufthansa, che punta però al taglio importante di personale. “Forse era la soluzione più di mercato, ma la politica l’ha sempre avversata poichè prevedeva un forte taglio di rotte e personale – conclude Giuricin – Non è facile che i tedeschi rientrino nella partita, ma è chiaro che la partita è ormai tutta solamente politica”.

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