Def, Svimez: “La flat tax andrebbe a svantaggio del Sud”

La flat tax “avrebbe una ricaduta territoriale fortemente asimmetrica, a svantaggio del Mezzogiorno, l’area con redditi più bassi e dove una politica attiva di sviluppo dovrebbe cercare di attivare il maggior potenziale di crescita”. Questo il parere di Luca Bianchi, direttore della Svimez (Associazione per lo Sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno), in audizione, insieme al presidente Adriano Giannola e al vice direttore, Giuseppe Provenzano, sul Documento di Economia e Finanza 2019, nelle Commissioni Bilancio di Senato e Camera. “Il quadro Nord-Sud stimato dallo Svimez con il suo modello econometrico – ha detto Bianchi – evidenzia un pil tendenziale in modesto incremento nel centro nord, 0,2%, mentre nel Sud anche alla luce dell’inversione di tendenza del mercato del lavoro del 2018, il Pil è previsto in riduzione di due decimi di punto”. “La Svimez – ha spiegato ancora – ha stimato gli effetti territoriali dell’introduzione, dall’aprile 2019 del Reddito di Cittadinanza nelle due ripartizioni del Paese. L’impatto sul PIL appare di portata piuttosto modesta a livello nazionale, pari a 0,1 punto percentuale nel 2019. A livello territoriale, l’impatto risulta più alto nel Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord, per effetto di una maggiore concentrazione dei beneficiari: 0,14% al Sud contro lo 0,07% nel Nord nel 2019 e 0,35% contro 0,14% nel 2020 e 2021”. E ancora: “Con riferimento agli investimenti non è prevedibile, invece, una significativa accelerazione nel 2019, anche per i modesti effetti che possono avere nell’anno provvedimenti quali lo ‘Sblocca cantieri’ e il ‘Decreto crescita’, emanati in questi giorni. Alla luce di tali considerazioni, le previsioni per il 2019, tenendo conto dello scenario programmatico, sono: nel Mezzogiorno -0,06 di Pil programmatico, nel Centro-Nord 0,27”. “Il quadro di profonda incertezza pesa sul Mezzogiorno, – ha chiarito Bianchi – dove i margini di intervento delle politiche per la sostenibilità finanziaria appaiono assai ristretti, in assenza di un deciso rilancio degli investimenti, gli unici capaci di attivare un moltiplicatore in grado di accelerare il tasso di crescita. Colpisce, in questo quadro, la mancanza di una strategia specifica per il Mezzogiorno, proprio nell’anno in cui abbiamo salutato come una novità positiva l’attenzione dedicata dal Country Report della Commissione europea alla priorità di intervento sulla coesione economica, sociale e territoriale”

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