Di Maio avverte: “Il governo va avanti, ma basta scortesie a M5s. L’iva non aumenterà”

“Da parte del M5S, e dunque del maggiore azionista dell’esecutivo, non c’è alcuna tensione. Ritengo invece opportuno esprimere soddisfazione per il lavoro svolto fino ad oggi”, così il vicepremier Luigi Di Maio in una lunga lettera al direttore de Il Corriere della Sera in cui rivolge un messaggio a Matteo Salvini: “caro Matteo, grazie. Grazie per il sostegno che hai offerto al cambiamento che abbiamo avviato”. Di Maio assicura dunque che il governo “andrà avanti” e si augura che finiscano “le scortesie” verso i ministri 5 Stelle. Il capo politico del Movimento 5 Stelle ammette che “ci sono delle diversità tra il M5S e la Lega, è evidente, ma per questo c’è anche un accordo di base, una road map che culminerà al termine del naturale corso della legislatura”. Di Maio spiega di aver scritto al Corriere perché è “il momento di fare un po’ di ordine, anche alla luce degli ultimi sviluppi politici e mediatici che hanno lasciato trapelare una tensione all’interno del governo. Da parte del M5S, e dunque del maggiore azionista dell’esecutivo, non c’è alcuna tensione. Ritengo invece opportuno esprimere soddisfazione per il lavoro svolto fino ad oggi. Mi riferisco a provvedimenti come il reddito di cittadinanza, come la pensione di cittadinanza, o lo sblocca cantieri e le misure a sostegno della famiglia, nonché alla storica firma della Via della seta, che son certo sancirà una ripresa concreta del nostro export incidendo favorevolmente sulla valorizzazione del made in Italy. Passi, sia chiaro, di cui potrei rivendicare la paternità, ma non ho questa esigenza e non ce l’ha la forza politica che rappresento. Mi piace invece pensare di averli compiuti assieme, questi passi, come squadra”. “E vale lo stesso per il decreto Dignità (che ha l’obiettivo di far aumentare i contratti stabili), per lo Spazzacorrotti (una vera legge anticorruzione che al Paese mancava da anni), per il taglio dei vitalizi (ora anche nelle Regioni), per il dl Crescita, portato a casa con il ministro Tria. O, ancora, per il Fondo nazionale per l’innovazione, dove ho stanziato un miliardo di euro per lo sviluppo delle Start up innovative: “Ribadisco: nel M5S non ci alziamo al mattino con l’ansia di dover cercare la nostra firma sotto qualche decreto, siamo certi del nostro lavoro. Lo abbiamo dimostrato anche sull’approvazione dell’emendamento unitario sul Revenge porn”. “Siamo e dobbiamo restare – aggiunge Di Maio – in qualità di rappresentanti dello Stato, garanti della coesione nazionale. È ciò su cui lavora ogni singolo ministro del M5s davanti ai quali ultimamente ho notato una certa scortesia ingiustificata da parte di qualcuno, che mi auguro non si ripeterà”. In conclusione, il vicepremier esprime riconoscimento “al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per lo straordinario ruolo di mediazione ed equilibrio che sta svolgendo. E al capo dello Stato, che finora non ha mai mancato nel rappresentare il ruolo di garanzia che la Costituzione, tra le altre cose, gli attribuisce”.  Già nel salotto tv di Fabio Fazio, Luigi Di Maio aveva chiarito che la la flat tax – che Matteo Salvini chiede a gran voce di inserire nel Def – si deve fare. “Ma non deve aiutare i ricchi, – ha chiarito il ministro del Lavoro – deve avere delle modulazioni e aiutare il ceto medio”. L’orizzonte ufficialmente rimane quello di altri quattro anni insieme, anche perché dopo le Europee tutto si “calmerà”. Verso il voto del 26 maggio, il capo politico penastellato ha annunciato cinque capilista donna e liquida gli alleati leghisti: “Nei prossimi mesi più avanzeranno queste forze politiche come Orban o la Le Pen più ci ritroveremo danneggiati come Italia”. Il nuovo mantra a 5 stelle è il seguente: “Finchè rimaniamo dentro il contratto di governo si lavora benissimo, ma quando si esce fuori con noi non si passa”. Quindi basta scontri ideologici su famiglia, leva obbligatoria, armi, solo per citare qualche tema bollente. Bollenti proprio come la questione truffati delle banche, che sarà risolta lunedì, o l’aumento dell’Iva, che grava un macigno sulla prossima manovra. “L’Iva non aumenterà. L’ho già detto e lo ripeto. Non ci sono patrimoniali all’ordine del giorno”, ha rassicurato il vicepremier.

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