Dopo la tensione Conte vede Salvini: “Idee diverse, ma basta polemiche”

La quiete dopo la tempesta, quanto basta per ricaricare le batterie e decidere il da farsi dopo lo strappo sulla famiglia. Matteo Salvini e Luigi Di Maio si prendono una pausa e, nella prima domenica più lunga, complice il ritorno dell’ora legale, scompaiono dai radar della politica. Il leader leghista passa la giornata con la nuova fiamma, Francesca Verdini, in Toscana (molto probabilmente a Pian dei giullari, residenza di papà Denis) e posta una foto su twitter mostrando una coccinella, con alle spalle la campagna fiorentina. Il capo politico pentastellato invece approfitta del sole della capitale per un momento di relax con la fidanzata Virginia Saba. Insomma tutto tace o quasi… Dopo essersele date di santa ragione nel sabato del congresso sulla famiglia di Verona, a parlare è il premier Giuseppe Conte: “Dobbiamo fare in modo che queste polemiche non oscurino il gran lavoro che stiamo facendo quotidianamente nell’interesse degli italiani”. Non hanno fatto piacere al presidente del Consiglio le parole usate sabato dai due contraenti del contratto di governo che, tra ‘fanatici’ e ‘sfigati’, non hanno dato prova di conoscere il galateo istituzionale. “Il mio motto è: sobri nelle parole e generosi nelle azioni” insiste l’avvocato del popolo “lo dico a tutti i ministri e così bisogna continuare a fare, come stiamo facendo tutti. Quindi, le polemiche lasciano il tempo che trovano”. Gettare acqua sul fuoco e abbassare i toni, è l’ordine di scuderia a palazzo Chigi. Per questo, complice la vicinanza geografica, Salvini e Conte si incontrano in campo neutro, al termine dell’iniziativa a palazzo Vecchio a Firenze, a cui ha partecipato anche il ministro Tria. E’ lo stesso titolare dell’Interno a renderlo noto pubblicando su Facebook una foto accompagnata da un post: “Pomeriggio di lavoro e relax in Toscana, parlando di futuro. Buona domenica Amici!”. Anche il premier conferma: “Bel pomeriggio insieme nella campagna fiorentina. Bene le parole e le discussioni, rispettando ognuno le idee dell’altro, ma non perdiamo mai di vista la ‘ragione sociale’ per cui siamo al governo: lavoriamo con la massima concentrazione per gli interessi degli italiani”. Pace fatta? Ai posteri l’ardua sentenza. Resta però alta la tensione tra Lega e M5S. Il patto non scritto, che va oltre il contratto tra le due anime dell’esecutivo, è quello di tenere in piedi la macchina almeno fino a dopo il 26 maggio (giorno delle elezioni Europee), e fino ad allora è impossibile mettere un freno a polemiche e battibecchi. Lo stesso sottosegretario Spadafora conferma che il momento è “particolare”. “Ci sono fra due mesi le elezioni europee ed è normale che le tensioni si inaspriscano”, anche perché “M5S e Lega presentano due idee della società diverse”. E non manca il colpo di fioretto: “Al di là dei proclami, non c’è molta traccia di aiuti, non si può andare in giro e dire ‘siamo per la famiglia naturale’ e poi non si fa nulla”. La Lega, attacca Spadafora “si sta spostando molto a destra, una destra che può fare paura al nostro paese. Non credo che molte donne della Lega siano contente che la Lega abbia messo il cappello sul congresso della famiglia a Verona”. Il capitolo ‘famiglia’, dunque, non è affatto chiuso. E non solo quello. La domenica di relax sa più di tregua per affilare le armi, che per sotterrarle. Il Carroccio infatti non resta inattivo e annuncia che oggi “depositerà una pdl per istituire la Commissione parlamentare di inchiesta sul business delle case famiglia e per velocizzare adozioni nazionali e internazionali”. “Occorre fare chiarezza da una parte e, dall’altra, velocizzare le adozioni – scrivono i due capigruppo Romeo e Molinari – ci sono migliaia di coppie in fila d’attesa da anni. Solleciteremo inoltre la calendarizzazione della nostra proposta, ferma in Parlamento da tempo, sugli asili nido gratis”. La sfida è partita e per quanto riguarda la tenuta dei nervi, la settimana che si apre li metterà sicuramente a dura prova. Martedì tornerà in aula alla Camera il ddl Codice rosso. Trovata la quadra sul revenge porn, resta insoluta la diversità di ‘vedute’ sulla castrazione chimica, con il Carroccio che non ha ancora sciolto la riserva sull’emendamento presentato.  

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