Flat tax per i redditi più bassi e calo del Pil: la bozza del Def

Un graduale estensione della flat tax a partire dai redditi più bassi e un calo del Pil. Queste le previsioni che è possibile leggere nella bozza del Def, che sarà esaminata dal Consiglio dei Ministri. Un testo che Giuseppe Conte non definisce “un libro dei sogni”: “Quello l’ho letto quando ero bambino. Adesso c’è il libro delle azioni”. Tasse – “Il sentiero di riforma per i prossimi anni prevede la graduale estensione del regime d’imposta sulle persone fisiche a due aliquote del 15 e 20 per cento, a partire dai redditi più bassi, al contempo riformando le deduzioni e detrazioni. Per incentivare gli investimenti, le imprese potranno beneficiare di una riduzione dell’aliquota IRES applicabile agli utili non distribuiti”, è quanto si legge nella bozza del Def. Pil – Ma viene anche confermatoi il calo del Pil: “L’economia italiana ha perso slancio durante lo scorso anno, – si legge ancora nel testo – registrando nel complesso una crescita del PIL reale dello 0,9 per cento, in discesa dall’1,6 per cento del 2017. Ai modesti incrementi dei primi due trimestri del 2018 sono seguite, infatti, lievi contrazioni congiunturali del PIL nel terzo e quarto trimestre. A fronte di questi andamenti, nel quadro tendenziale, la previsione di crescita media del PIL in termini reali per il 2019 scende allo 0,1 per cento, dall’1,0 per cento del più recente documento ufficiale”.  “Per quanto riguarda il PIL nominale, la crescita tendenziale prevista per il 2019 si riduce dal 2,3 per cento all’1,2 per cento, anche a causa di una limatura del deflatore del PIL, il cui incremento scende dall’1,1 all’1,0 per cento in presenza di deboli pressioni inflazionistiche”. Il governo, però, annette molta importanza ai decreti come lo sblocca cantieri e il “crescita” anche in termini di impatto positivo sul Pil: “L’impatto complessivo dei due decreti legge sblocca cantieri e crescita sull’economia viene prudenzialmente stimato in 0,1 punti percentuali di crescita aggiuntiva del PIL nel 2019”, viene riportato nella bozza del Def. “In parallelo alla pubblicazione del presente Programma di Stabilità, il Governo ha approvato due decreti legge contenenti, rispettivamente, misure di stimolo agli investimenti privati e delle amministrazioni territoriali (decreto legge ‘Crescita’) e misure volte a snellire le procedure di approvazione delle opere pubbliche (decreto legge ‘Sblocca Cantieri’)”, si legge nel testo. “La crescita del PIL nello scenario programmatico risulta pertanto pari a 0,2 per cento in termini reali e 1,2 per cento in termini nominali”.  Reddito di cittadinanza – “Per effetto del reddito di cittadinanza “Il PIL si accrescerebbe rispetto allo scenario base di 0,2 punti percentuali nel 2019 e di 0,4 punti percentuali nel 2020. Nel 2021 e 2022 il livello del prodotto risulterebbe superiore, rispetto a quello corrispondente dello scenario base, di 0,5 punti percentuali”, di legge nella bozza. “Tenendo presente che l’onere complessivo di finanza pubblica per il provvedimento sul reddito di cittadinanza è pari ex-ante a circa 0,4 punti percentuali di PIL in ciascun anno – si legge – i risultati riflettono un moltiplicatore implicito sul prodotto pari a 0,6 nel primo anno, a 1 nel secondo e a 1,1 nel terzoL’effetto espansivo sul PIL è determinato in modo significativo dai maggiori consumi. Questi sono indotti dal più elevato reddito disponibile dovuto sia al programma di sostegno al reddito sia alla maggiore occupazione. Quest’ultima, nel 2022, risulterebbe maggiore di 1,1 punti percentuali rispetto ai livelli dello scenario base, con un numero maggiore di occupati pari a circa 260 mila unità”. Deficit – “La manovra è attesa conseguire un indebitamento netto della PA che, con un profilo comunque decrescente, risulti pari al 2,4% del PIL nel 2019, al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021. L’indebitamento netto strutturale peggiorerebbe di 0,8 punti nel 2019”. È quanto si legge nella bozza del Def che sarà esaminato oggi pomeriggio dal Consiglio dei ministri. “Il programma del Governo condivide l’enfasi sulla riduzione del debito ma opta per un miglioramento del saldo strutturale più graduale rispetto alla Raccomandazione del Consiglio, in base alla considerazione che un aggiustamento strutturale di 0,6 punti percentuali di PIL l’anno, unito all’effetto della chiusura dell’output gap, implicherebbe un’eccessiva restrizione di bilancio. Il Governo ritiene, infatti, che considerazioni di carattere sociale debbano ricevere altrettanta attenzione dei saldi di bilancio nella definizione della politica economica”. La flat tax – Nel corso della giornata Matteo Salvini aveva parlato soprattutto della flat tax, che vuole vedere introdotta nel Def. “Far pagare meno tasse non è l’obiettivo della Lega, è un dovere e un diritto”, così il vicepremier a margine dell’inaugurazione della 58esima edizione del Salone del Mobile alla Fiera di Rho parlando della flat tax. “Gli italiani ci chiedono di pagare le tasse in maniera più semplice e di pagarne di meno. Non siamo in grado di fare miracoli ma già quest’anno pagheranno meno tasse la partite iva, gli artigiani, i piccoli imprenditori, i commercianti, il libero professionisti. L’obiettivo è di coinvolgere in questo percorso di vantaggio famiglie e lavoratori dipendenti”. Secondo Salvini, “l’evasione la sconfiggi se chiedi meno tasse”. “L’importante – ha aggiunto Salvini – è che passi il principio della semplificazione, la dichiarazione dei redditi deve essere semplice, una pagina non una enciclopedia e pagare di meno. Quindi semplificare la giungla di oggi rendere più normale far pagare le tasse e farne pagare un po’ meno a tanta gente”. “Noi partiamo da questo ragionamento per il ceto medio e per le famiglie che hanno bisogno con figli”. Così il vicepremier Matteo Salvini a margine dell’inaugurazione della 58esima edizione del Salone del Mobile alla Fiera di Rho rispondendo alla domanda se per la Flat Tax si stesse lavorando su soglia 50mila euro. E se nel prevertice di oggi con Conte e Di Maio e Tria si parlerà di manovra, Salvini ha assicurato che “l’importante è fare, è giusto parlare poi bisogna fare. C’è già una tassa ridotta quest’anno per le partite Iva, artigiani e commercianti, vogliamo ridurle anche per le famiglie e i lavoratori dipendenti”.

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