Inps, le rispostacce Facebook diventano virali. E Tridico si scusa

“Inps si scusa per alcuni toni utilizzati per la gestione della pagina Facebook Inps per la Famiglia, che non rispecchiano i valori e la missione dell’Istituto”. Lo dichiara in una nota il presidente dell’Inps Pasquale Tridico dopo le ‘rispostacce’ virtuali che nelle ultime ore hanno portato la pagina dell’Inps a diventare virale, con un boom di visite e di visualizzazioni e migliaia di like. Tutto è iniziato quando il social media manager ha perso le staffe di fronte alle continua e talvolta ingenue domande degli utenti che hanno affollato la pagina per avere chiarimenti sul reddito di cittadinanza. Il risultato è stato, in alcuni casi, esilarante, ma anche offensivo nei confronti del pubblico, tanto da costringere l’Inps alla retromarcia e alle scuse. “Le abbiamo giĂ  risposto. gentilmente lo sa che questa pagina ha 48 ore di tempo lavorative per rispondere alle domande degli utenti e vieta la reiterazione delle domande stesse? grazie”, è una delle risposte. Oppure: “Basta richiederlo a Poste o a Inps. Oppure è troppo impegnata a farsi i selfie con le orecchie da coniglio?”. Una serie di rispostacce, dai toni bruschi, che hanno immediatamente attirato l’attenzione degli utenti Facebook. E in poche ore le risposte ‘migliori’ hanno fatto il giro del web a suon di condivisioni e screenshot.  “Obiettivo di Inps, e della Pubblica Amministrazione in generale, deve essere quello di creare un dialogo costante e trasparente per avvicinarsi ai cittadini – ha continuato Tridico – L’Istituto comprende il disappunto che la vicenda può aver creato. Pertanto, si impegna a predisporre il necessario affinchĂ© quanto accaduto non si possa ripetere in futuro. Al tempo stesso voglio precisare che stanno girando molti post assolutamente falsi, cui non prestare fede”. “Sostenere le famiglie in difficoltĂ  puntando all’inclusione sociale ed al reinserimento lavorativo: questo l’obiettivo del Reddito di Cittadinanza e della Pensione di Cittadinanza – ha aggiunto il presidente dell’Inps – Abbiamo giĂ  elaborato l’85% delle istanze; ne sono state accolte il 72%, 27% respinte ed 1% in evidenza perchĂ© è necessaria un’ulteriore attivitĂ  istruttoria”. “Ho letto di una cittadina che afferma che sarebbe stata ammessa al Reddito di Cittadinanza per ricevere un sussidio di importo inferiore a quello che riceveva per il Rei. Stiamo eseguendo tutte le necessarie verifiche, ma l’ipotesi in questione è veramente remota, essendo il Reddito di cittadinanza una misura piĂą generosa del Rei. In ogni caso è evidente – ha concluso Tridico – che, ove mai un caso del genere dovesse verificarsi, al cittadino che non aveva terminato la fruizione del ReI, sarĂ  assicurato il trattamento piĂą favorevole”.  

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