Roma, Raggi e le grane di Pasqua: tra stadio, debito e ‘monnezza’

Ancora una tegola per la sindaca Virginia Raggi, con il progetto dello stadio della Roma che, per l’ennesima volta, porta grane giudiziarie sul Campidoglio. Un fascicolo per abuso d’ufficio è sospeso in procura dopo che proprio i pm ne avevano chiesto l’archiviazione, rispedita al mittente dal gip che vuole un ulteriore approfondimento. I legali della prima cittadina, Emiliano Fasulo e Alessandro Mancori, assicurano “la totale estraneità” di Raggi sulla vicenda partita dall’esposto di un ex M5S per un presunto mancato passaggio del progetto in Assemblea Capitolina. La valutazione dell’Aula Giulio Cesare è stata solo rimandata, spiegano gli avvocati, aggiungendo che l’arresto di Parnasi, nel giugno dello scorso anno, “sospese l’iter di approvazione rendendo opportuni ulteriori approfondimenti, positivamente conclusosi e che consentiranno a breve il passaggio obbligatorio in Consiglio Comunale”. Il nodo stadio è solo l’ultimo di un periodo non facile per la prima cittadina, stretta tra la questione Ama-rifiuti e il maxi debito capitolino del quale martedì si occuperà anche il Consiglio dei ministri con il decreto Crescita. Virginia Raggi cerca nel M5S una doppia sponda: da una parte una risposta del Movimento agli attacchi che le vengono rivolti dal vicepremier Matteo Salvini, dall’altra impegno massimo della metà pentastellata dell’esecutivo per arrivare all’approvazione del ‘salva Roma’. Ma il leader del Carroccio non sembra arretrare di un millimetro, perché in Italia “ci sono tanti Comuni in difficoltà – sostiene – e non è giusto fare un regalo a qualcuno e agli altri no”. Nel frattempo, sul fronte rifiuti, Ama è ancora senza cda, la giunta è senza assessore, e la città, perennemente sull’orlo dell’emergenza ‘monnezza’, attraversa un periodo di festività e ponti durante i quali il livello di sporcizia delle strade peggiora. La resa dei conti, tra Lega e M5S, almeno sul tema Campidoglio, è fissata a martedì, quando il Cdm si riunirà per definire il decreto Crescita, mentre il tira e molla giallo verde continua e la corda, in vista della volata per la campagna elettorale delle europee, è sempre più tesa.

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