Collegio sindacale, nodo indipendenza nelle società quotate

Centrale ormai anche nelle società quotate, sia per la naturale evoluzione del ruolo sia perle nuove sensibilità degli stakeholders internazionali, il collegio sindacale studia la sua nuova collocazione. Se ne è parlato ieri a Roma alla presentazione delle Norme di comportamento del collegio sindacale di società quotate in un convegno organizzato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti in occasione della revisione del Digs 39/2010. La complessità delle attività del collegio nelle quotate deve comportare, secondo Massimo Scotton (delegato al diritto societario), un adeguato trattamento di remunerazione che tenga conto del fatto che è un «impegno assorbente, quindi comporta ore di lavoro non delegabili ne rinviabili». Motivo per cui, ha argomentato Marco Seracini (gruppo di lavoro Cndcec), non sono più ammissibili cumuli di «40, fino a 42 incarichi che poi finiscono per costare più in avvocati che in remunerazione». E mentre il prorettore della Luiss, Giovanni Fiori, auspica la specializzazione nel controllo societario per chi si accosta a questi incarichi, come alfabetizzazione necessaria del ruolo, dalla Consob (Francesca Fiore) si ribadisce la necessità del dialogo preventivo e la preminenza, nel loro approccio, della collaborazione con le società sull’aspetto sanzionatorio. «Riteniamo la bozza sull’autovalutazione del collegio molto utile ha detto Fiore – abbiamo solo suggerito di precisare che i requisiti di indipendenza devono essere forniti dagli stessi membri anche sui rapporti passati. Invece molte volte vediamo solo esame di schede con caselle barrate, ma secondo noi dovrebbero essere strutturate in altro modo». Nelle guidance, ha aggiunto, bene che ciascun sindaco sia tenuto a fornire ampia disclosure sui rapporti «sensibili», su cui si esprimerà il collegio. Quanto all’indipendenza, «nelle quotate gli incarichi professionali sono ostativi all’incarico, vediamo spesso nelle Ipo che i sindaci sono stati consulenti della società. Per Consob questo non è possibile. Inserire i propri consulenti nelle quotate può andare, ma nel Cda, non come amministratore indipendente. Ovviamente tutti gli amministratori, anche con deleghe, devono essere indipendenti. Noi su questo facciamo monitoraggio, chiediamo a voi molta attenzione».

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