PoliticaPresse, Chiamparino: “Tav? Se Salvini vuole portarla avanti, deve far saltare il governo”

Torna l’appuntamento con PoliticaPresse. Oggi è il turno del governatore della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, che risponde alle domande del direttore Vittorio Oreggia e di Valentina Innocente.

Dopo la leader di Civica Popolare ed ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin, il capogruppo M5S alla Camera Francesco D’Uva, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il presidente di Confindustria Vincenzo BocciaMaurizio Martina (Pd), il sottosegretario Vito Crimi (M5s), la vicepresidente della Camera Mara Carfagna (Fi), il senatore Matteo Richetti (Pd), la sottosegretaria al Mef Laura Castelli (M5s) il deputato e candidato alle primarie Francesco Boccia (Pd), il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio, l’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calendala leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, il senatore espulso dal M5s Gregorio De Falco e il sottosegretario al Lavoro in quota Lega Claudio Durigon, PoliticaPresse riapre le porte della redazione con gli uomini e le donne della politica italiana. L’intervista è trasmessa in diretta sul sito e sulla pagina Facebook di LaPresse.

Tav – “Non metto in dubbio la buona fede di Salvini e di Cirio sulla Tav, ma il problema è politico. Salvini non può fare a meno dei 5 stelle che la Tav non la vogliono. L’unico modo è che Salvini faccia saltare il governo e si torni al voto”, dice il governatore, che aggiunge: per i 5 stelle “il no alla Tav è un elemento identitario, mentre la Lega dice che va fatta. Se la Lega mi dimostra che è in grado di fare a meno dei 5 stelle dopo le elezioni europee, allora può essere credibile che, se vince, la Tav si fa. Ma non è credibile, perché se Salvini si sbarazza dei 5 stelle non c’è altra strada che quella di tornare al voto. E non credo la Lega metta in questo momento a rischio il governo. Quindi la Lega, per le poltrone, sta sacrificando la realizzazione della Tav”. 

“Si doveva decidere a settembre – continua il governatore – poi è stato rinviato a novembre, a gennaio, a febbraio, adesso tutto a dopo le elezioni europee con la furberia di dire ‘facciamo partire la manifestazione di interesse’ che è un modo con cui sia quelli di Telt sia il Governo si sono parati di fronte a rischi amministrativi e contabili per la perdita dei fondi europei. Adesso, quali motivi ci sono per credere che quel che non si è deciso prima lo si faccia a giugno?”.

E ancora: “Zingaretti credo abbia capito che la Tav non è soltanto un’ossessione di qualche torinese ma è diventata il simbolo dell’Italia che vuole fare in modo di migliorare anche il bilancio ambientale del Paese. Se qualcuno mi spiega perché è più ambientalista fare le autostrade che le ferrovie, io rivedo la mia posizione sulla Tav”.

Governo – Per Chiamparino “questo governo da quando si è insediato non ha fatto altro che continuare la campagna elettorale sotto altre forme. Oggi siamo arrivati a un linguaggio da bar sport. Che effetti abbia, non lo so. Mi auguro che i cittadini capiscano che ormai il tempo della propaganda è finito e bisogna riscoprire il tempo della credibilità amministrativa e politica”. Il presidente del Piemonte racconta anche di come si sia autoinvitato al sopralluogo sulla Asti-Cuneo di marzo scorso. “Il profilo istituzionale di questo governo non è dei migliori. Si muovono solo con la loro parte politica e se non fai l’imbucato non vieni invitato”. “Anche Salvini che va in giro a fare comizi dicendo che manda a casa me, De Luca… non è il profilo istituzionale che è nel mio sentire. Da un ministro dell’Interno mi aspetterei garanzie”, sottolinea.

Salone del Libro e polemiche – “Da tempo ci troviamo davanti ad aperte apologie del fascismo e manifestazione politiche, penso a CasaPound o Forza Nuova, che esplicitamente fanno riferimento al nazismo e al fascismo. Il mio invito mio è che è tempo che su questi fenomeni le autorità preposte valutino se ci sono gli estremi di appellarsi alla Costituzione che vieta la rifondazione del partito fascista. In assenza di questo, al di là dei miei giudizi personali, cioè che non gradisco la presenza di quella casa editrice al Salone del Libro, altro conto è impedirle di esercitare un suo diritto”, dichiara infine Chiamparino a proposito delle polemiche che hanno interessato il Salone del Libro a causa della presenza fra gli espositori della casa editrice ‘sovranista’ Altaforte, legata a CasaPound.

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