Una rottamazione ter più ampia: controlli su 1.279 partite Iva

Si stringe il cerchio del fisco sui contribuenti che hanno ignorato l’avviso di anomalia Iva per l’anno 2016. Sono 1.279 i soggetti che presentano il maggiore rischio di evasione, determinato attraverso una serie di filtri che hanno consentito di scremare la platea iniziale composta da circa 65 mila persone fisiche e imprese. La Guardia di finanza procederà a effettuare i controlli di tali posizioni entro la fine dell’anno. È quanto prevede il progetto «Omesse Iva 2016» delle fiamme gialle, che si prefigge di sottoporre a verifica i contribuenti titolari di partita Iva i quali, pur avendo ricevuto dall’Agenzia delle entrate l’alert di anomalia per l’anno 2016, non hanno ne fornito giustificazioni all’ufficio ne provveduto al ravvedimento operoso. Gli avvisi di incongruenza, inviati dall’amministrazione finanziaria ai sensi della legge n. 190/2014, sono stati indirizzati in particolare a quegli operatori economici che, nonostante le evidenze di fatture attive e/o passive comunicate da clienti e fornitori tramite spesometro, non hanno presentato la dichiarazione Iva (o la hanno trasmessa senza compilare i quadri dedicati a costi e ricavi). Nel dare il via all’operazione «cambia verso», la legge di stabilità per il 2015 ha previsto che gli avvisi preventivi sulle possibili irregolarità fiscali siano trasmessi, oltre che al contribuente, anche alla Gdf. Ciò al fine di rendere più convincente l’invito a rivedere la propria posizione fiscale. In tale ottica, nei mesi scorsi l’Agenzia ha passato alle fiamme gialle un elenco con 64.743 nominativi, destinatari degli alert ma rimasti inerti (nel dettaglio, 57.693 soggetti non hanno presentato la dichiarazione Iva per il 2016, 7.050 soggetti la hanno presentata con il solo quadro VA). Il Nucleo speciale entrate della Gdf ha così messo a punto una procedura di controlli incrociati volta a far emergere le posizioni a maggior rischio fiscale, da rendere poi disponibili ai reparti territoriali per l’effettuazione dei controlli veri e propri. Numerose le banche dati interpellate dai militari per lo screening: «Serpico» per rilevare eventuali versamenti Iva compatibili con gli imponibili ricostruiti/comunicati, «Web intelligence» per reperire eventuali precedenti con la Gdf, «Infocamere/ Telemaco» per riscontrare lo stato di attività dei soggetti rnappati e individuarne la sede legale, «Amico plus» per verificare potenziali ridondanze rispetto ad altri progetti di controllo avviati dal corpo. Tutti questi passaggi hanno consentito l’assegnazione di un rating, secondo il quale sono 4.038 i contribuenti a rischio. Il campione così ridotto è stato poi sottoposto a ulteriori filtri, quali l’incrocio con parametri di rischio criminalità organizzata e riciclaggio, nonché con le banche dati Inps, e infine ordinato secondo l’entità dei presunti ricavi evasi (isolando le posizioni con discrepanze di almeno 50 mila euro). Da qui la costruzione di un vero e proprio indice di rischio generale, che ha portato all’identificazione di 1.279 soggetti economici, nei confronti dei quali la Gdf avvierà nei prossimi mesi specifiche attività di polizia economico-finanziaria. Le fiamme gialle hanno già condiviso la lista dei contribuenti con le Entrate, al fine di evitare possibili duplicazioni di attività ispettive. Qualora invece i controlli sull’omessa dichiarazione Iva 2016 dovessero accavallarsi con altre attività di indagine penale già in corso, la Gdf dovrà attendere il nulla osta della Procura inquirente per procedere.

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