Salvini polemico con Conte: “Mi sfidi sulle tasse, non su Siri”

Un Salvini duro e amareggiato. Polemico con i M5S (quasi senza nominarli), ma anche con Conte dal quale, evidentemente, si sente “tradito” sulla vicenda di Siri. Ieri ha parlato di imboscata. Questa mattina, a Fidenza, vicino a Parma (dove è venuto per un comizio), sposta solo leggermente il tiro: “Non ho tempo da perdere in polemiche. Chiedete a Conte. Io lavoro – e poi – Mi sfidi sulle tasse, su qualcosa che interessa gli italiani, non sulla fantasia. La flat-tax è un’emergenza nazionale vera. Non queste storie” risponde a chi gli chiede della “sfida” che gli ha lanciato ieri sera il premier sulla “questione morale”.

E il leader della Lega batte sempre sullo stesso chiodo. La faccenda di Siri, secondo lui, è poco più di un diversivo e gli è stata buttata tra i piedi in campagna elettorale. Ma, i temi veri, ribadisce Salvini, sono altri, sono le cose da fare (tasse, Tav, autonomia delle regioni, droga ecc.) e sulle quali il governo segna il passo: “Il Consiglio dei ministri adesso si deve occupare di riduzione delle tasse“. E sulle autonomia: “Io la parola la mantengo, conto che la mantengano tutti gli altri, perché l’Italia è bella e lunga e più i poteri sono vicini ai territori, più è facile spendere bene e più è difficile rubare e sprecare”.

E l’elenco delle cose sulle quali è la Lega a recriminare con gli alleati di governo e il premier, continua con la Tav: “Noi siamo a favore di tutte le ferrovie, Tav, No tav, alta velocità, media velocità… Con i no non si va avanti, l’Italia ha bisogno di sì”. E, di seguito, una velata minaccia politica: “Il 26 maggio se la Lega sarà primo partito non solo in Italia, ma anche in Europa, la musica cambia. Perché fino ad ora le leggi le abbiamo subite e noi qui abbiamo messo delle toppe. Ma se le leggi le facciamo noi la musica cambia. Stavolta la rivoluzione in Europa parte dall’Italia ed è una bella soddisfazione”.

Ed ecco la questione della droga, altro cavallo di battaglia salviniano: “Presto in Parlamento arriverà la legge della Lega per la galera certa agli spacciatori. Mi vien voglia di far il testa antidroga all’ingresso di Camera e Senato, per vedere se quando vengono a lavorare sono tutti lucidi. Perché ogni tanto mi viene il dubbio…”. 

Reduce dalla visita in Ungheria al regime e alla politica antimigranti di Orban, Salvini spiega: “Il muro di Orban? Ha ottenuto il risultato, i clandestini non entrano. L’integrazione vera è possibile solo con numeri controllati. Lo dico anche al Santo Padre, che parla sempre dei migranti, porti aperti… Altrimenti è il caos e non credo che il Santo Padre voglia il caos”. 

 

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