Cresce il disavanzo dell’Inps

Disavanzo dell’Inps pari a 7 miliardi e 839 milioni euro, nel 2018, in (ulteriore) peggioramento, al confronto con l’annualità precedente, quando il risultato economico d’esercizio era risultato in «rosso» per 6 miliardi e 984 milioni, mentre è in ascesa il patrimonio netto detenuto, che oltrepassa ora la soglia dei 47 milioni, in aumento di quasi 53 milioni, rispetto al dato del 2017. E, mentre la popolazione del nostro Paese invecchia, non si arresta il declino demografico, anche in considerazione del «modesto contributo migratorio degli ultimi anni», fenomeno che potrebbe far passare i residenti, «nel giro dei prossimi quarant’anni, dagli^ attuali 60 milioni a circa 46». È quanto evidenziato ieri mattina, a Roma, dal presidente dell’Istituto nazionale di previdenza pubblico, Pasquale Tridico, che ha illustrato la relazione annuale sull’attività dell’orga nismo, che vede, su un totale di 15 milioni 426.847 percettori di prestazioni, quasi il 35% incassare somme inferiori ai 1.000 euro mensili (poco meno di 5,4 milioni di persone); globalmente, l’importo medio mensile di un assegno erogato alla platea degli assicurati è di 1.548 euro. La spesa per prestazioni, inclusi i trasferimenti a carico dello Stato per gli interventi assistenziali, in rapporto al Pii «è risultata sostanzialmente costante» considerando il triennio 2016-2018, passando dal 15,28% al 15,12%. E «analogo e positivo andamento» è stato lo scorso anno rilevato sul versante della sola spesa di competenza previdenziale: dal 12,13% del 2016 si è, infatti, calati fino al 12,01% del 2018. Il vertice dell’Inps ha affrontato, poi, l’impatto che delle due misure «cardine» del governo gialloverde: il reddito di cittadinanza, ha spiegato, a fine giugno, dopo tré mesi di operatività, «viene percepito da circa 840 mila nuclei familiari (di cui oltre 102.833 sono i beneficiari di pensioni di cittadinanza) per un numero complessivo di individui coinvolti che supera i 2 milioni» (nelle regioni meridionali risiede quasi il 60% di chi se ne avvantaggia), e la somma mediamente corrisposta è pari a circa 500 euro. Quanto, invece, alla quota 100 per l’andata in quiescenza in anticipo, le domande giunte son finora al di sotto delle aspettative, essendoci state 154.095 richieste (quasi il 30% in meno delle stime); per il presidente, «sulla base del trend dei primi sei mesi di applicazione, alla fine dell’anno il numero atteso delle pensioni in pagamento sarà pari a circa 205 mila, per una spesa complessiva annua pari a 3,6 miliardi», ha concluso Tridico.

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