Lotta all’evasione con i big data

Il Fisco farà la lotta all’evasione con i big data. Il passaggio sembra quasi obbligato con l’avvio della fatturazione elettronica e il perfezionamento del risparmiometro, la valorizzazione delle banche dati, dove l’Agenzia ha a disposizione miliardi di informazioni da visionare in maniera «intelligente», è l’ultima frontiera del contrasto all’evasione, una frontiera basata anche «sullo sviluppo di modelli statistico-econometrici e su analisi di big data», appunto. È quanto riporta il sottosegretario per i rapporti con il parlamento, Simone Valente (M5S), rispondendo a un question time in commissione finanze presentato da Giulio Centemero (Lega). Il sottosegretario, nel ripercorrere gli ultimi interventi normativi contenenti le misure di contrasto all’evasione, ha ricordato l’accesso della guardia di finanza alla banca dati dell’anagrafe finanziaria gesti ta dall’Agenzia delle entrate. Ha poi evidenziato che l’Agenzia delle entrate è impegnata ad adottare «soluzioni tecniche e organizzative idonee a favorire la compliance volontaria dei contribuenti e ad assicurare una riduzione strutturale del tax gap». Come? Uno dei punti in agenda da parte dell’Agenzia è la valorizzazione delle banche dati tra le quali quella relativa alla fatturazione elettronica, «basata anche sullo sviluppo di modelli statistico-econometrici e su analisi di big data». I big data nel fisco dunque guardano a un raggruppamento e immagazzinamento di ampi volumi di informazioni come del resto avviene con le informazioni presenti nell’anagrafe tributaria per sviluppare una analisi di rischio futura. Uno dei campi di intervento sarà quello relativo ai nuovi minimi, a chi ha aderito al regime dei forfetari. Lo ha ricordato sempre Valente rispondendo a un question time presentato, da Silvia Fregoleni (Pd) sulle criticità applicative del regime agevolato per i titolari di partite Iva. Valente ha annunciato un’attività di controllo mirata che avrà come obiettivo la preclusione all’accesso del regime agevolato di quei soggetti che non possiedono i requisiti prescritti dalla legge secondo due direttrici: accesso diretto presso i contribuenti per verificare se, appunto, sono in possesso dei requisiti, e una attività di analisi del rischio effettuata con le informazioni in possesso dell’Agenzia che tratteggerà i profili di rischio nei confronti dei quali sarà effettuata la verifica dei requisiti previsti.

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