Chernobyl, una vodka senza radiazioni per rilanciare l’economia

La collaborazione tra ricercatori britannici e ucraini ha reso possibile la produzione di una vodka non radioattiva a partire da cereali raccolti nella zona di Chernobyl, in Ucraina, contaminata dall’incidente avvenuto nel 1986 nella centrale nucleare locale. L’obiettivo, spiega il professor Jim Smith della University of Portsmout, è ora quello di commercializzare la bevanda sotto il marchio ‘Atomik’ per aiutare lo sviluppo della regione. “Penso che sia la bottiglia di liquore più importante al mondo, perché potrà aiutare la ripresa economica delle comunità che vivono all’interno e intorno alle aree abbandonate”, spiega il docente. Per quanto nel grano utilizzato si rilevino livelli di radioattività leggermente superiori a quelli consentiti dalle prudenti leggi ucraine, una volta completata la lavorazione l’unico componente radioattivo rimane il carbonio 14 – un isotopo naturalmente presente sulla terra – in quantità analoghe a quelle rintracciabili in qualsiasi altra bevanda fortemente alcolica. Questo grazie al fatto che il processo di distillazione riduce le impurità presenti nei cereali. L’acqua utilizzata per diluire l’alcol distillato, spiegano quindi gli scienziati, è quella minerale proveniente dalla falda profonda della città di Chernobyl, a 10 chilometri dal reattore, a sua volta libera da contaminazioni e dotata di una chimica simile a quella della regione francese della Champagne.

“Migliaia di persone vivono ancora nella zona di ricollocamento obbligatorio, dove i nuovi investimenti e l’utilizzo dei terreni agricoli rimangono proibiti”, osserva il professor Smith, che si professa contrario all’utilizzo estensivo a scopi agricoli di quella che è diventata una riserva naturale. “Ma ci sono altre aree dove la gente vive e in cui l’agricolutra è ancora vietata”, aggiunge il docente, sottolineando che “dopo 33 anni molte aree abbandonate potrebbero essere utilizzate per le culture in modo sicuro e senza che sia necessaria la distillazione”.

Per quanto riguarda Atomik, l’idea è quella di creare una impresa sociale – dovrebbe chiamarsi The Chernobyl Spirit Company – che possa dedicarsi alla produzione e alla commercializzazione del prodotto, restituendo alle comunità locali il 75% degli utili. Un progetto accolto con favore anche da Oleg Nasvit, primo vicedirettore dell’Agenzia di Stato dell’Ucraina per la gestione della Zona di alienazione, la porzione di territorio compresa nel raggio di 30 chilometri dal sito dell’ex centrale nucleare all’origine del disastro dell’86, tuttora oggetto di restrizioni all’ingresso. “E’ importante che si faccia tutto il possibile per sostenere il ripristino di una vita normale in queste aree – afferma Nasvit – sempre mettendo al primo posto la sicurezza”.

Correlati

advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img

Ultim'ora

Nello Stretto di Hormuz una nave “legata a Israele” è stata abbordata da forze dell’Iran

Si tratta della portacontainer MSC Aries associata alla Zodiac Roma, 13 apr. (askanews) – Secondo alcune informazioni provenienti da Dubai e citate dalle agenzie Ap e Reuters, forze iraniane avrebbero fatto irruzione su una nave nello Stretto di Hormuz, vicino alla città portuale di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. L'UK Maritime Trade Operations (UKMTO) aveva

La Russa: aiutare le comunità di recupero, sono la risposta alle tossicodipendenze

Presidente Senato accoglie appello Lautari: "Anche Meloni sensibile" Pozzolengo (Bs), 13 apr. (askanews) – "Conosco Giorgia Meloni da quando aveva 15 anni, se c'è un appello che lei sente forte è quello per la lotta alla droga". Il presidente del Senato Ignazio La Russa, ospite della comunità di recupero Lautari, assicura il suo impegno per

Sondaggio Dire-Tecnè verso le Europee: FdI in testa e Meloni prima tra i leader

ROMA – Continua a calare la fiducia degli italiani nel governo Meloni. E’ quanto emerge da un sondaggio Dire-Tecnè con interviste effettuate tra l’11 e il 12 aprile.Il 53,6% degli elettori non ha fiducia nell’esecutivo, percentuale in salita dello 0,1% rispetto a una settimana fa. Aumenta però, seppur di poco, anche la percentuale di chi