Pd, Marcucci scrive a Letta: “Sì a capigruppo donne, ma nessuna imposizione”

ROMA – Andrea Marcucci accoglie l’indicazione del segretario Pd Enrico Letta, perché siano le donne a guidare i gruppi parlamentari dem, ma chiede che la questione della parita di genere venga posta a tutti i livelli. “Faremo la scelta che ci chiedi, ma rigettiamo le imposizioni”, dice.

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In una lunga lettera, il presidente dei senatori ripercorre i tre anni in cui è stato alla guida del gruppo a Palazzo Madama. Riconosce un ruolo centrale alla questione posta da Letta. Ma non fa un passo indietro, come è stato invece alla Camera con Graziano Delrio. “Caro Segretario, bentornato, benvenuto. Credo che sia giusto scriverti queste poche righe prima che tu partecipi all’Assemblea del nostro Gruppo perché certe cose rischiano poi di perdersi o di rimanere soffocate nel vociare del dibattito sui giornali, sui social. Certe cose che magari sono piccole, dettagli, cronaca, ma che noi, per le persone che ti troverai davanti tra qualche ora, sono importanti, sono la storia vissuta di questi tre anni. Tre anni che ne valgono molti di più, credimi”, dice Marcucci nella lettera che precede l’incontro di oggi pomeriggio tra Letta e i senatori dem.

“In questo gruppo parlamentare – dice Marcucci- crediamo che la questione dell’alternanza di genere sia fondamentale per il nostro partito. Crediamo anche che oltre gli atti simbolici, che pur a volte sono necessari, serva allargare il campo alle prossime elezioni amministrative, si vota in 8 importanti città, ai tanti luoghi dove un Pd declinato troppo al maschile, esercita funzioni di governo, e non ultimo nella cariche apicali del partito, dove per troppi anni le donne non sono state protagoniste”.

Marcucci ricorda che spesso “si dice che chi ha il compito di prendere delle decisioni si senta spesso solo. Io devo essere un uomo particolarmente fortunato, perché in questi tre anni ne ho prese tante ma non mi sono mai sentito solo, non l’ho mai fatto da solo. E anche questa scelta, che tu ci chiedi- dice Marcucci – la faremo come le altre, tutti insieme, rivendicando la nostra autonomia, rispettando le regole ed acccogliendo tutti i consigli ma rigettando anche le imposizioni strumentali”. È quindi probabile che il gruppo del Senato non voti oggi per la presidenza. L’assemblea resta confermata per le 15 e 30.

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