Covid, a Bologna cala l’Rt. Ma i contagi imperversano

BOLOGNA – Sebbene l’indice Rt sia “abbastanza stabile” a 0,73 e potenzialmente “oscillerà tra 0,7 e 0,80-0,85” nei prossimi giorni, il tasso di incidenza dei contagi da Covid-19 rimane alto per Bologna: sono infatti “più di 300 i casi ogni 100.000 abitanti”, numeri non sufficienti quando la soglia di sicurezza si attesta a 250. È quanto riferisce il direttore del dipartimento di Sanità pubblica Paolo Pandolfi, che questa mattina ha incontrato la stampa davanti al nuovo hub di vaccinazione in Autostazione, facendo il punto sulla situazione del territorio.

“Il tasso di incidenza in questo momento è poco più di 300 casi su 100.000 abitanti, nella settimana precedente era 430, quella ancora precedente era 600. È evidente che il tasso di incidenza sta diminuendo ma ancora in questa settimana siamo a livelli che ci danno un ‘alert’ importante”, enumera Pandolfi, auspicando che la prossima settimana si arrivi ad andare “sotto i 250”, che vorrebbe dire che “un effetto c’è stato, ma l’effetto vero doveva essere almeno sotto i 100, invece non ce la faremo”. Per questo, nonostante l’indice Rt ormai “in condizioni di stabilità e chiaramente e significativamente sotto l’1”, ci vorrà ancora del tempo per far sì che questo dato si ripercuota positivamente sulla pressione negli ospedali.

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“Penso che dopo Pasqua cominceremo a vedere qualche effetto sugli ospedali. Il problema è che non vediamo una diminuzione sufficiente dei casi assoluti. C’è un numero relativamente alto di contagi quindi la circolazione del virus non è assolutamente bloccata”, prosegue Pandolfi. Questo si traduce in un’attenzione “particolare soprattutto con l’apertura delle scuole, che può essere un vulnus”, senza dimenticare “tutto il mondo delle relazioni tra adulti e giovani che in questo momento come anche in passato con la zona rossa non hanno avuto un blocco vero. Questo è il punto un po’ più critico”. Da questo punto di vista aprile è un mese “decisivo, perché è un mese in cui il virus ‘gode’ molto, ma se noi riusciamo a fare le nostre attività di prevenzione e profilassi ci si prepara molto bene ai mesi sfavorevoli al virus: maggio, giugno e luglio, dove ci sono state cadute importanti del contagio”. In questo quadro, però, permane l’incertezza determinata dalle varianti attualmente in circolazione. “Non sappiamo in realtà quello che potrebbe accadere con le nuove varianti. È molto importante monitorare, anche perché in questo momento in questo territorio la gran parte dei contagi sono da variante inglese: siamo intorno al 90% abbondante”, conclude Pandolfi.

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