Boniperti, il sindaco del paese natale: “Amava Barengo, la paniscia e la caccia”

ROMA – “Giampiero Boniperti è nato qui a Barengo, di cui è stato un residente per diversi anni e ha ancora le proprietà. L’ho conosciuto perché la mia prozia era la sua baby sitter. Nel 2009 sono diventato sindaco e abbiamo festeggiato spesso il suo compleanno con pranzi in paese. Una persona eccezionale e di compagnia. Amava Barengo e la parrocchia della Madonna della neve, chi lo ha conosciuto lo ricorda con tanto affetto e tanto amore”. È il sindaco del Comune di Barengo, Fabio Maggeni, a raccontare all’agenzia Dire il rapporto che la bandiera bianconera aveva con il paese, in provincia di Novara, che gli ha dato i natali.

Appena 745 gli abitanti del piccolo centro che sorge a ridosso di una delle dorsali moreniche della provincia, tra il fiume Sesia e il torrente Agogna, un gruppo di case sovrastato dal castello quattrocentesco. Giampiero Boniperti è cresciuto tra queste strade e ha dato notorietà al piccolo paese di origine longobarda.

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Ha cominciato a tirare i primi calci al pallone con la squadra locale a 17 anni nel 1945, per poi passare nella stagione seguente al Momo, formazione dilettantistica della provincia. Fulmineo l’approdo alla Juventus con l’esordio in prima squadra datato 2 marzo 1947 al Comunale di Torino contro il Milan. Nonostante i tanti successi ottenuti in carriera, Boniperti non ha mai dimenticato il proprio paese.

“Ci teneva tanto alle sue origini- prosegue il sindaco di Barengo- e in particolare ricordo la festa dei suoi 85 anni che si è svolta a Barengo nel salone parrocchiale. Lui voleva mangiare, immancabilmente, la paniscia (risotto tipico del novarese, ndr) e la frittura. È stata una bella giornata passata chiacchierando di tutte le sue avventure giovanili nel paese e nella riserva di caccia. Era appassionatissimo e cacciava anche con i giocatori della Juventus: Schillaci, Tacconi e Baggio. Presuppongo che la sepoltura verrà fatta a Barengo dove c’è la tomba di famiglia e sicuramente più avanti faremo qualcosa in suo onore”, ha concluso il primo cittadino.

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