Covid, Rt stabile a 0,69: solo il Molise resta a rischio moderato secondo l’Iss

ROMA – “Tutte le Regioni/PPAA sono classificate a rischio basso secondo il dm del 30 aprile 2020 tranne il Molise, a rischio moderato. Tutte le Regioni/PPAA hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno”. È quanto emerge dalla bozza dell’ultimo monitoraggio settimanale sull’andamento del Covid dell’Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute.

CONTINUA IL CALO DELL’INCIDENZA: MENO DI 50 PER 100.000 ABITANTI

“Nel periodo 1 giugno-15 giugno 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,69 (range 0,62- 0,74), stabile rispetto alla settimana precedente, e sotto l’uno anche nel limite superiore”.

“Continua- si legge ancora- il calo nell’incidenza settimanale (12 per 100.000 abitanti (13/06/2021-20/06/2021) vs 19 per 100.000 abitanti (07/06/2021-13/06/2021) dati flusso ISS). L’incidenza è sotto il valore di 50 per 100.000 abitanti ogni 7 giorni in tutto il territorio. La campagna vaccinale progredisce velocemente e l’incidenza è a un livello che permetterebbe il contenimento dei nuovi casi”.

IL TASSO DI OCCUPAZIONE DELLE TERAPIE INTENSIVE È AL 4%

“Nessuna Regione/PPAA supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 4%, sotto la soglia critica, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 504 (15/06/2021) a 362 (22/06/2021)”.

“Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale- si legge ancora- scende ulteriormente (4%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 3.333 (15/06/2021) a 2.289 (22/06/2021)”.

CALANO ANCORA NUOVI CASI NON ASSOCIATI A CATENE TRASMISSIONE

“Si osserva una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (2.407 vs 3.961 la settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è stabile (39,5% vs 40,3% la scorsa settimana). In calo la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (35,5% vs 37,4%). Infine, il 25,1% è stato diagnosticato attraverso attività di screening”.

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