Il progetto della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per la mobilità sociale

ROMA – In Italia solo il 22% dei laureati proviene da contesti socio-economici poco favorevoli: segno che la mobilità sociale è ancora un problema strutturale del Paese. Per questo la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha attivato il progetto ‘Merito e Mobilita Sociale’ in collaborazione con il ministero dell’Istruzione per favorire le iscrizioni universitarie tra studenti meritevoli ma svantaggiati. Lo stato dell’arte sul progetto è stato presentato oggi, nel corso della videoconferenza ‘Merito e mobilità sociale per il rilancio del sistema Paese’.

“Sono molto contenta di coordinare questo progetto della Scuola Sant’Anna- ha detto in apertura la rettrice Sabina Nuti- Ancora troppi pochi ragazzi talentuosi si iscrivono all’università se provengono da famiglie non benestanti. Abbiamo incontrato ragazzi scoraggiati, che ritenevano l’Italia un Paese basato sulle raccomandazioni- ha spiegato- Gli abbiamo fatto conoscere delle testimonianze positive e questo ha cambiato la loro percezione delle cose, producendo subito degli effetti: quasi il 90% di chi ha partecipato al programma è iscritto all’università”.

Il progetto, partito nel 2013 in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, ha sperimentato nuove modalità di orientamento per studenti capaci e meritevoli, ma provenienti da contesti socio-culturali che ne potevano ostacolare l’accesso agli studi universitari. Sono stati coinvolti 290 studenti di licei, istituti tecnici e professionali di 5 regioni italiane provenienti da famiglie a bassa scolarizzazione. Grazie al tutoraggio degli allievi della Scuola Superiore Sant’Anna, i ragazzi hanno svolto un percorso di coaching peer to peer. Queste esperienze sono state raccolte in un volume, presentato dalla Sant’Anna. Negli anni, infatti, il tema della mobilità è diventato una missione della Scuola, e ha trovato una sua strutturazione.

“Solo insieme possiamo far sì di non perdere il merito, che dobbiamo cercare, supportare e farlo diventare protagonista della ripresa”, ha aggiunto Sabina Nuti. Un tema affrontato anche in apertura dal ministro Patrizio Bianchi, secondo il quale “il Pnrr funzionerà solo se tutto il Paese, insieme, riuscirà a rimettersi in moto. In questo il merito e la mobilità sono i due pilastri su cui può basarsi una ripresa del Paese sufficiente per sorregge la profonda trasformazione di cui abbiamo bisogno”.

Il progetto, come hanno spiegato gli studenti coinvolti nell’iniziativa, prevede momenti di formazione formale e informale, con occasioni di scambio con i tutor. “L’università deve anche essere occasione di comunità- ha commentato Vincenzo Salvatore, presidente della Conferenza dei Collegi di Merito, tra i partner del progetto- il ruolo del collegi è fondamentale in questa fase di rilancio del Paese, perchè concorrono ad attuare un principio costituzionale: offrire un percorso di eccellenza indipendentemente dal reddito”.

Anche Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer Intesa Sanpaolo, che sostiene il progetto, ha parlato dell’importanza di “far crescere a livello sociale e culturale il nostro paese. Dobbiamo fare in modo che le differenze economiche non siano il malessere sociale del futuro” ha aggiunto, spiegando poi che un aumento della mobilità sociale del 10% spinge il Pil di quasi il 5% in più in 10 anni.

Tra i relatori della videoconferenza anche Giuliano Amato, vice-presidente della Corte costituzionale e tra i promotori del progetto fin dalla sua nascita. “Attivare la scala della mobilità sociale- ha detto- è il grande tema dell’umanità”. Nel corso della mattinata sono intervenuti anche Fabrizio Bernardi, chair of the board of the European consortium for social research, che ha presentato i dati della disuguaglianza sociale; Federica Saliola, lead economist della World Bank, ed Emanuele Rossi, prorettore all’orientamento e alla mobilità sociale della Scuola Superiore Sant’Anna.

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