Calenda crede al Draghi-bis: “Se serve, si sacrificherà per la Patria”

ROMA – “Così come Mattarella si è sacrificato per il bene della Patria, la stessa cosa farebbe anche Draghi”. Il leader di Azione Carlo Calenda ai microfoni di ‘Radio Popolare’ non sembra credere al “no” perentorio pronunciato da Draghi rispetto ad un secondo mandato. “Draghi ha risposto nell’unico modo possibile, se avesse detto sì oppure se non avesse risposto sarebbe successa l’Apocalisse – nota il leader del Terzo polo -. Ha fatto una cosa molto simile a ciò che ha fatto Mattarella, che effettivamente non voleva rimanere, così come Draghi non vuole tornare dopo quello che ha subito, ma se noi prenderemo tra il 10 e il 14 per cento, la destra non potrà formare un governo e bisognerà farne uno di larga coalizione, questo governo potrà essere presieduto da Mario Draghi, così come Mattarella si è sacrificato per il bene della patria, lo stesso farà Draghi”.

CALENDA: “IL PD? NON LO CAPISCO PIÙ”

Alla domanda sui rapporti con il Pd, se c’è una sorta di amore-odio, Calenda risponde: “Il mio obiettivo non è distruggere il Pd. Io non capisco più il Partito democratico, Letta ha sbagliato tutta la campagna elettorale, cercando una polarizzazione che con quattro poli non si può fare, doveva scegliere tra il Cln, il Comitato di Liberazione nazionale con Cinque stelle, o continuare l’Agenda Draghi con noi, ha scelto un misto delle due cose”.

“Il mio obiettivo – dice ancora Calenda – non è distruggere il Pd, in tutti i Paesi civili c’è un grande partito socialista, in Italia si è spinto troppo verso il populismo, spero che torni un partito socialdemocratico, ma non ci conto molto”.

“Io rispondo alla mia coscienza”, risponde il leader di Azione lla domanda se dovrà rendere conto ai suoi elettori del mancato accordo con il Pd nel caso vincesse la destra. “Se avessi fatto un’alleanza con il Pd, con un patto uguale e contrario anche con Bonelli e Fratoianni, Azione avrebbe preso il 2%”, conclude Calenda.

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