Rinascono Lega Nord e Liga Veneta, prima grana per il nascituro governo Meloni

ROMA – Prima grana, grossa, per il nascituro governo di Giorgia Meloni. Mentre la premier indicata dai cittadini italiani¬†√®¬†alle prese con la girandola di nomi che ogni ora si aggiungono per il nuovo esecutivo,¬†all’orizzonte si staglia il primo pericoloso scoglio che potrebbe mettere a rischio la navigazione. “Salvini lo conosciamo e chi lo conosce sa che lui rester√† attaccato alla sedia di segretario fino alla fine – spiega un esponente di spicco della Lega Nord – anche i congressi che ha annunciato tutti sanno che saranno finti congressi, gestiti da uomini che ha messo lui e che senza di lui un secondo dopo verrebbero mandati a casa a calci nel sedere. Quindi quella roba l√¨ non interessa, e qui non staremo a guardare”.

Dopo l’accusa lanciata ieri dal Governatore del¬†Veneto, Luca Zaia, oggi anche ex leader e ministri leghisti, come Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Castelli sono scesi in campo contro Salvini chiedendo un nuovo segretario¬†e una nuova linea politica: “Ma Salvini far√† finta di niente – sottolinea la fonte della Lega Nord- per questo √® gi√† partita nei territori la raccolta di adesioni per rompere con la¬†‘Lega per Salvini¬†residente’¬†e tornare all’alleanza tra¬†Lega Nord e Liga Veneta. Vero che con Salvini ci saranno i parlamentari che¬†adesso¬†ha fatto eleggere ma questi, sono pronto a scommettere, quando i loro territori li chiameranno a rispondere lo lasceranno al suo destino”. La fonte della Lega Nord insiste che nei prossimi giorni “la rabbia dei territori si far√† sentire ed emerger√† anche con¬†nette¬†prese di posizione dei Presidenti di Veneto e Friuli Venezia Giulia”. E quello della Lombardia? “Fuori dai giochi, qui a Milano tutti scommettono che Giorgia Meloni non si far√† sfuggire l’occasione di marcare ancora di pi√Ļ la sua forza politica in Lombardia conquistando la Regione: sar√† lei a candidare Letizia Moratti, a quel punto il ‘salviniano’ Fontana torner√† alla vecchia professione”.

Insomma, se¬†dai rulli di tamburo si¬†arriver√† alla¬†guerra delle¬†Leghe, per il governo Meloni non sar√† facile contare sull’appoggio incondizionato dei parlamentari eletti¬†da¬†‘Salvini presidente'” giurano gli arrabbiati del Nord. Altra grana, quella del possibile spappolamento del Pd. Vero che il segretario uscente Enrico Letta sta cercando di tenere tutti buoni con la promessa di arrivare presto al congresso per poter passare¬†subito¬†la gestione della sconfitta al successore. Ma gli schemi, lo si vedr√† presto,¬†ormai¬†sono tutti saltati.¬†Le vecchie correnti, di fatto, non esistono¬†pi√Ļ e nessuno sa pi√Ļ se gli attuali¬†‘capi’¬†domani conteranno davvero.¬†Passata la delusione monter√† la rabbia, di quei tanti e bravi Sindaci, amministratori e dirigenti che sul territorio da anni si stanno facendo il mazzo senza essere considerati da¬†quella che ormai agli occhi dei pi√Ļ¬† appare come¬†una vera e propria casta che a livello nazionale pensa soltanto a prolungare la¬†propria¬†permanenza¬†e il proprio posto.

In molti sono sicuri che il territorio¬†alla fine¬†vincer√† la leadership del Pd¬†e il territorio ha gi√†¬†il suo leader naturale:¬†Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna; altri sono gi√† all’opera per trovare qualcun altro, capace di mettere d’accordo le varie anime assicurando la prosecuzione con solo qualche aggiustamento di facciata. Il problema, come dicono molti dirigenti Dem nelle varie chat che circolano, √® che il Pd va rivoluzionato dalle fondamenta perch√© ormai non solo non attira pi√Ļ ma respinge quanti vorrebbero impegnarsi in politica. In campo anche la possibilit√† che alla fine i Dem decidano di¬†prendere¬†strade diverse per ritrovare una chiara identit√† politica sulla quale¬†puntare. Senza aspettare che Giuseppe Conte lanci una sua opa per conquistare i delusi di sinistra, meglio sarebbe che dirigenti vincenti,¬†come¬†Elly Schlein, ‘rompessero’ e lanciassero¬†loro¬†un’opa, con l’aiuto di¬† Maurizio Landini,¬†leader della Cgil,¬†sul Movimento¬†del¬†Conte¬†pseudo di sinistra,¬†¬†magari per creare una nuova e forte area politica di sinistra¬†capace di attrarre non solo i¬†vari¬†partitini e movimenti ma soprattutto i tantissimi delusi che hanno deciso di non andare a votare. A quel punto Stefano Bonaccini potrebbe puntare a ricreare un nuovo e forte partito con una identit√† riformista e liberale, capace di riportare dentro¬†Matteo Renzi, Carlo Calenda¬†puntando anche a¬†quell’otto per cento di elettori che¬†adesso¬†hanno votato Forza Italia ma che¬†non accetteranno la deriva sempre pi√Ļ di destra che per forza di cose prender√† l’attuale coalizione che ha vinto le elezioni.¬†Solo rabbia inutile? Come diceva il nostro vecchio e saggio Stanislaw Jerzy Lec : “A volte la rabbia impotente fa miracoli”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Correlati

advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img

Ultim'ora

Renato Zero: “Non √® tempo di pensione ma di palco e piazze”

(Adnkronos) - "Siamo qui per stabilire che non vogliamo andare in pensione e che a 73 anni suonati io mi permetto ancora qualche passetto di danza e di non farmi mancare il fiato dopo aver fatto tre pezzi di seguito, di quelli che non ti fanno respirare. Ed è innanzitutto una sfida per dimostrare a

Renato Zero: Baglioni lascia nel 2026? “Se lo dici lo devi fare”

Io mi dileguer√≤ un giorno a fine concerto‚Ķ un finale evanescente Roma, 3 mar. (askanews) ‚Äď "Se lo dici lo devi fare! Se uno lancia una moneta deve essere o testa o croce‚Ķ la cosa pi√Ļ elegante, per quello che mi riguarda, sarebbe scendere dal palco, un 24 febbraio che ne so‚Ķ del 2027-2028 e

“Autoritratto” nuova avventura live di Zero: all’insegna della musica

Al via da Firenze i concerti evento, poi Roma. A giugno Bari e Napoli Roma, 3 mar. (askanews) ‚Äď √ą partita sabato da Firenze la nuova avventura live di Renato Zero "Autoritratto", prodotta da Tattica, 14 date quasi tutte sold out in tempi record. "Qui a Firenze √® per me un secondo battesimo, a 50