Andrea Vincenzi

Cassintegrati a casa da molti mesi, e con il timore crescente di ritrovarsi a breve senza neanche la parte del salario che gli è rimasta, potrebbero rientrare nel mercato del lavoro attraverso una nuova porta, il lavoro somministrato, in passato detto interinale. A traghettare chi oggi vive solo di cassa integrazione dovrebbero essere le agenzie del lavoro, che in compenso sarebbero agevolate con tagli fiscali per ogni “contratto duraturo” spuntato.

E’ questa l’ipotesi che il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, spera di introdurre in Italia nei prossimi mesi. Una misura che, secondo Assolavoro, l’associazione nazionale delle agenzie del lavoro, “senza dubbio migliorerà la situazione di chi oggi vive di cassa”. D’altra parte, il lavoro interinale sembra già essersi lasciato la crisi alle spalle. Nei mesi scorsi si è registrata l’inversione di tendenza: a confronto con giugno sono tornati a crescere occupati (+1,7%), salari (+3,6%) e giornate retribuite (+4,8%).

Secondo l’osservatorio di Ebitemp, l’ente bilaterale per il lavoro temporaneo, i disoccupati che hanno firmato un contratto di somministrazione con un’agenzia e che così hanno trovato un nuovo impiego sono passati da 203.800 a 207.300. Ha contribuito a dare una mano al settore l’accordo siglato tra Inps, Ebitemp, Formatemp ed Ebiref, che ha messo a disposizione oltre 20 milioni per 23 mila persone.

Certo, prima dello scoppio della bolla dei mutui subprime i 2.500 sportelli che le agenzie hanno attivi su tutto il territorio riuscivano a far assumere un numero più alto di persone: Assolavoro ricorda che “tre lavoratori su cinque trovavano posto nelle aziende dove venivano mandati in somministrazione”. Se il dato congiunturale fa ben sperare, i risultati tendenziali mostrano quanto sia ampio il terreno perso: nel terzo trimestre 2009, rispetto al 2008, la caduta degli occupati è stata pari al 32,2%, sono andati in fumo molti posti, passano da 306mila a 207mila i lavoratori interinali.

La situazione economica è, quindi, difficile e i cassintegrati sarebbero un nuovo “target” per le agenzie del lavoro, tuttavia il presidente di Assolavoro, Gennaro Delli Santi Cimaglia, crede che la misura proposta da Sacconi possa funzionare. “L’incontro tra domanda ed offerta di lavoro è un meccanismo complesso, ma una cosa è certa: mettendo a fattor comune le competenze e il know-how delle agenzie su questo terreno è indubbio che i risultati non potranno che essere migliori di quelli attuali”. Ora, prosegue il presidente di Assolavoro, “lo sforzo che va fatto sta nell’individuare un equo contemperamento tra le esigenze di mercato, tipiche delle imprese private quali sono le agenzie per il lavoro, e la responsabilità sociale di cui da tempo ha dato prova il nostro settore”.

Scajola: “Giù Irap per 2 miliardi”.

Intanto il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola ha preparato, secondo quanto si apprende, una serie di richieste per il rilancio dell’economia: si andrebbe dal rifinanziamento di leggi esistenti per 1,1 miliardi di euro al taglio dell’Irap per 1,5-2 miliardi, fino alla proroga degli incentivi auto. Anche le scuole private sono nel dossier delle spese da rifinanziare, per le quali si stanno cercando risorse. In primo piano anche il rifinanziamento delle missioni internazionali di pace, dei libri di testo, del 5 per mille, Roma Capitale, Lsu di Napoli, tanto per citare alcune voci ‘scoperte’. Per le scuole paritarie “ci sarà un’integrazione di fondi, in modo da garantire qui ed ora questa scelta plurale”, ha detto Sacconi.

Insomma, Scajola chiederebbe al governo l’apertura dei cordoni della borsa per misure che sostengano la ripresa. Di qui la richiesta del taglio dell’Irap e della proroga degli incentivi auto. Attenzione dovrebbe essere poi riservata, sempre secondo quanto contenuto nel dossier del ministro, alle imprese dell’Abruzzo, per le quali chiede risorse per circa 100 milioni di euro. Intanto riprenderanno nei prossimi mesi i lavori in commissione Bilancio della Camera. I margini per intervenire non sono ampi e maggioranza e governo dovranno nei prossimi giorni stringere sulle priorità. Per l’Irap l’intervento iniziale sarebbe la deducibilità degli interessi passivi. Sul fronte Irpef si studia invece un eventuale aumento delle detrazioni per i figli nelle famiglie numerose. Per quanto riguarda la casa, l’ipotesi resta quella di introdurre la cedolare secca (ovvero la tassazione al 20%) con gradualità, per esempio applicandola ai canoni concordati, con un intervento che costerebbe dunque intorno ai 200 milioni di euro. Tutto è legato però alle risorse che entreranno con lo scudo fiscale. Resta da risolvere soltanto il problema dei beni sequestrati alla mafia.

CONDIVIDI