Con la tensione nel governo alle stelle e il rischio che la crisi sia più vicina del previsto, il Pd non si lascia trovare impreparato. Il segretario, Nicola Zingaretti, presenta il suo Piano per l’Italia, una proposta di base da cui partire nel caso di un ritorno alle urne, che dato lo stato di litigiosità, vede come inevitabile: “Siamo l’unica alternativa per superare l’assenza di un’idea condivisa di Paese che ha aperto una stagione di paralisi e incertezza e per creare le condizioni per una nuova stagione di crescita”. Lavoro, ambiente e istruzione sono i pilastri del programma e il segretario spiega anche come farebbe a recuperare i fondi per realizzarlo: “Non sono solo tre proposte spot, ma è l’inizio di un unico grande progetto per il Paese”, spiega.

Uno stipendio in più per 20 milioni di lavoratori – “L’abbiamo sempre detto: al centro di tutto c’è il lavoro”, spiega Zingaretti. Per questo, la prima proposta è abbassare le tasse per chi lavora, in modo che dal risparmio si possa creare, per 20 milioni di lavoratori, l’equivalente di uno stipendio medio in più di un lavoratore dipendente: 1.500 euro. Il passo successivo sarà una riforma dell’Irpef, che vada nella direzione dell’uguaglianza: “perché loro con la Flat Tax vogliono abbassare le tasse solo ai più ricchi, noi le vogliamo abbassare ai lavoratori e qui sta la differenza”. Il piano si finanzierebbe: con il contrasto all’evasione, accelerando la digitalizzazione dei pagamenti, portando le transazioni elettroniche dal 10 al 30% del Pil in tre anni; con un programma triennale di revisione della spesa; con una revisione delle agevolazioni fiscali; con una riduzione degli interessi sul debito pubblico “derivanti dal recupero di credibilità“.

Fondo per lo sviluppo verde – La seconda proposta è l’istituzione di un fondo ad hoc per creare lavoro incentivando lo sviluppo sostenibile. “Valutiamo che nei prossimi 5 anni riusciremmo a creare almeno 800mila posti di lavoro”, assicura il leader del Pd. Il grande piano di incentivi sull’economia green avrà lo scopo di aumentare i posti di lavoro, difendere il pianeta, creare benessere. Nel progetto, ci sono anche l’autoproduzione di energia pulita (portando al 35% la quota di fonti rinnovabili sui consumi), un ecobonus e un sismabonus per convertire gli edifici in stabili green, stabilizzare gli incentivi di impresa 4.0, l’acquisto di 20mila bus e treni per i pendolari e la realizzazione di 13mila chilometri di nuove piste ciclabili. Si finanzierebbe riprogrammanfo il fondo investimenti delle amministrazioni centrali.

Scuola, costo zero per 7 milioni di famiglie – “Il tasso di evasione scolastica è al 14,5%: un dato drammatico che aumenta di un punto l’anno. Con questo piano, il vero diritto all’istruzione è finalmente garantito, il futuro si costruisce così”, garantisce Zingaretti. Il suo piano punta su uguaglianza e merito e mira ad azzerare il costo dell’istruzione per i redditi medi e bassi e raddoppiare le borse di studio universitarie. Per 7 milioni di famiglie con figli a carico i costi sarebbero abbattuti del tutto: rette degli asili nido gratis per Isee minore di 25mila euro; azzerare i costi dei libri di testo nelle scuole medie e superiori per Isee minore di 25mila euro; azzerare le rette universitarie per Isee minore di 25mila euro. Il finanziamento? Qui il segretario dei dem cercherà tra i risparmi di Quota 100: “Sono state presentate meno domande di quelle previste”. 

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