burkina-faso,-giunta-militare-si-aumenta-gli-stipendi

ROMA – Emergenza alimentare e incursioni di milizie ribelli, ma non solo. Dal Burkina Faso, Paese nel cuore geografico della regione africana del Sahel, arrivano anche altre notizie. Che però non sono comunque buone, almeno a giudicare dalla reazione della stampa nella capitale Ouagadougou.

A pochi mesi dal golpe militare che nel gennaio scorso ha rovesciato il presidente Roch Marc Christian Kaboré, la giunta formata dal Movimento patriottico per la salvaguardia e la restaurazione, guidata dal colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, ha deciso di aumentare gli stipendi dei ministri e del capo del governo. Non si tratta di ritocchi, ma di moltiplicazioni: per tutti e 26 i membri ordinari dell’esecutivo, l’incremento è del 145 per cento, da 973.320 a 2.386.256 franchi locali, l’equivalente di 3638 euro.

Le cifre sono contenute in un decreto, firmato il 15 aprile, ma svelato solo settimane dopo da un’inchiesta del giornale ‘L’Événement’. A fare i conti sono ora gli utenti social: con i nuovi stipendi i ministri guadagnano circa 70 volte il salario minimo nazionale, un rapporto molto piu’ elevato rispetto a quello esistente in altri Paesi, eccessivo anche se si volesse interpretare la decisione con l’esigenza di prevenire la corruzione dei pubblici funzionari.

C’è poi il contesto. La giunta aveva preso il potere con la promessa di porre fine all’avanzata dei gruppi armati, di ispirazione islamista, che dal 2016 avevano costretto quasi un milione e 800mila persone a lasciare i propri villaggi. Con il cambio di governo la situazione non è però migliorata, come confermano gli esperti dell’Armed Conflict Location & Event Data Project, secondo i quali tra gennaio e aprile scorsi le vittime del conflitto sono state quasi 600, il triplo dello stesso periodo del 2021.

Per giustificare gli aumenti di stipendio ai ministri, e solo a loro, nonostante le promesse di “sobrietà” e “solidarietà” con la popolazione colpita dalle violenze e l’esercito in difficoltà al fronte, la giunta ha tirato in ballo il carovita.

Chissà cosa ne penserebbe Thomas Sankara, il presidente-rivoluzionario che nel 1984 cambiò il nome dell’allora Alto Volta in Burkina Faso, un’espressione in lingua moré che vuol dire “Paese degli uomini integri”. Pure lui era un militare e fu assassinato durante un golpe, dopo tre anni di lotta all'”imperialismo” e per “decolonizzare la mentalità”. Da presidente, come documenta ancora qualche video disponibile su Youtube, non si spostava con un convoglio di berline ma solo in bicicletta o in utilitaria.
]]

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it