Casse private, crescono gli iscritti

Nell’anno della pandemia, mentre in Italia gli occupati diminuivano di quasi il due per cento (-1,95% secondo l’Istat), i liberi professionisti iscritti alle Casse Adepp sono aumentati di oltre l’1 per cento (+1,19%, da 1,01 a 1,022 milioni). La fotografia viene dall’XI Rapporto annuale dell’Associazione degli enti previdenziali privati, presentato ieri a Roma. I numeri dell’Adepp restano ampiamente positivi anche considerando non solo i liberi professionisti ‘puri’, ma l’insieme degli iscritti alle Casse, che include anche 98 mila pensionati attivi e 560 mila fra parasubordinati, dipendenti e categorie similari (il totale è passato da 1,672 a 1,68 milioni di iscritti, +0,47%). Il confronto è fra i dati 2019 e quelli del 2020.Per quanto riguarda gli avvocati invece sono due i passaggi specifici dello studio che sottolineano la particolaritĂ  dell’Area Giuridico Economico e Sociale, che nel periodo 2005-2020, a differenza delle altre aree, mostra una crescita del numero degli iscritti maggiore rispetto alla crescita del numero delle prestazioni, fondamentalmente a causa dall’incremento degli iscritti della Cassa Forense registrato dal 2013 al 2014 per un valore superiore al 30%. Questa anomalia rispetto alla media, spiega l’Adepp, è dovuta alla riforma secondo la quale, in quegli anni, gli iscritti alla Gestione Separata dell’Inps sono passati d’ufficio alla Cassa stessa. Un’operazione che ha avuto un impatto anche sui redditi. Infatti, la grossa variazione tra il 2012 ed il 2013 è, anche questo caso, dovuta, almeno in parte, alla Riforma Forense del 2012, anno del passaggio di un gran numero di avvocati, il cui reddito era inferiore a 10.300, alla Cassa (tale passaggio, di concerto con gli effetti della crisi del settore professionale, ha comportato il decremento del 5,5% fatto registrare tra il 2012 e il 2013).Diverse le conclusioni dell’Istat che con la sua ultima rilevazione a campione, ha scattato una fotografia opposta per tutte le categorie: con i dipendenti passati da 18,048 a 17,746 milioni (-1,67%) e l’insieme degli autonomi da 5,312 a 5,158 milioni (con una percentuale del -2,9% che sarebbe stata anche peggiore se non fosse stato per il sottoinsieme degli iscritti Adepp).I nuovi iscritti – Secondo la ricerca, la libera professione non ha perso il suo appeal tra le nuove generazioni. Quest’anno il centro studi AdEPP ha arricchito il rapporto con i risultati di un questionario a cui hanno risposto quasi 5mila neo iscritti: la quasi totalitĂ  ha intrapreso la strada della libera professione per scelta, attraverso un percorso universitario e di orientamento alla professione oppure per seguire le proprie inclinazioni e aspirazioni. Solo una minoranza ha invece dichiarato di essersi diventato libero professionista per cessazione del precedente lavoro, per proseguire l’attivitĂ  di genitori o parenti o per ripiego.
Continua il fenomeno della femminilizzazione. Le donne, al 2020, rappresentano il 41% del totale degli iscritti alle Casse a sottolineare che la libera professione favorisce la conciliazione lavoro/famiglia. Ma persiste il gap reddituale. Le professioniste dichiarano il 45% in meno dei loro colleghi. La media dei redditi tra le donne è di circa 25 mila euro mentre quella degli uomini è di 45mila.
Politiche attive – Solo l’anno scorso sono stati 600 i milioni di euro erogati dalla casse per prestazioni di welfare. Un sostegno che è aumentato dell’85% in un anno con importi complessivi che sono cresciuti ben del 105%.
Iscritti – Gli iscritti attivi sono 1.680 mila, +0.5% rispetto al 2019, +28,5% in 16 anni. I Liberi professionisti rappresentano circa il 6% dei lavoratori italiani. La maggior parte di iscritti rientra nelle fasce d’etĂ  40-60 (circa il 53%). Il numero degli iscritti under 40 è diminuito dal 41% del 2005 all’attuale 28% ma è aumentato il numero degli over 60 che è cresciuto dal 10% al 20%. La media nazionale degli iscritti è 27 ogni mille, la maggiore densitĂ  di professionisti la troviamo nel Lazio con 31 ogni mille abitanti. I neo iscritti sono al 51% donne.
Redditi – Il rapporto Adepp approfondisce anche i redditi, fermandosi però all’ultimo anno pre-Covid: le dichiarazioni presentate nel 2020 sono infatti relative al 2019. Il reddito nominale dei liberi professionisti è aumentato negli ultimi 14 anni del 2,4% e nell’ultimo anno del 3,4%. Un under 40 guadagna 1/3 del collega over 50. I professionisti del Sud dichiarano un reddito del 48% inferiore ai colleghi del Nord, quelli del Centro il 21% in meno del Nord. Al Nord la differenza uomo/donna è del 47% mentre al Sud del 43%.
Entrate contributive – Sono aumentate del 106% in 15 anni. Nel 2020 sono 11,1 miliardi di euro contro i 5,4 miliardi del 2005 e i 7,4 miliardi del 2010.
Prestazioni previdenziali e assistenziali – Il numero è aumentato dell’85,5%, gli importi del 105%. 7,4 miliardi di euro, 626mila prestazioni.
Patrimonio – Dal 2013 al 2020 è passato dal 65,6 miliardi a 100,064 miliardi di euro.
Investimenti – Le Casse nel 2020 gestiscono direttamente circa il 34,7% del loro patrimonio. La restante parte viene gestita tramite gestori qualificati o fondi comuni. Circa il 52 del patrimonio resta in Italia, il restante 48% in Europa e fuori dall’area Euro.

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