Previdenza? Non per giovani

Un maggior sviluppo delle adesioni online può contribuire in maniera rilevante a migliorare il livello di inclusione previdenziale nel nostro Paese, soprattutto con riferimento alle giovani generazioni «native digitali». Lo ha sottolineato la Covip nell’ambito di una recente Audizione parlamentare, sottolineandone la particolare valenza sia in modalità per dir così, stand alone, che abbinandole a meccanismi di «spinta gentile» come il silenzio assenso accompagnato da una campagna istituzionale di educazione previdenziale. Al momento l’attivazione della procedura di adesione via web non è obbligatoria, vige una sorta di moral suasion; se la forma pensionistica non se ne dota dovrà indicare le ragioni della scelta nel proprio Piano strategico sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Se viene implementata risponde alle regole fissate dalla Autorità di Vigilanza sulla raccolta delle adesioni del dicembre 2020, consentendo così all’aderente di acquisire la documentazione informativa prevista in tema di trasparenza, con la garanzia del diritto di recesso entro 30 giorni dal perfezionamento dell’iscrizione, La possibilità di prevedere una nuova finestra semestrale di silenzio assenso«generalizzata» (al momento si prevede solo per i neo assunti) rappresenta un’ipotesi molto accreditata di riflessione nell’ambito del confronto tra Governo e parti sociali per elaborare un nuovo intervento di riordino del sistema previdenziale e rilanciare la previdenza complementare. Tale obiettivo viene dichiarato in maniera esplicita anche nella introduzione al recente Documento di Economia e Finanza in cui si rivolge poi una particolare attenzione «previdenziale» proprio nei confronti dei Millennials e della Generazione Z. L’articolazione del sistema previdenziale su più pilastri, con una parte obbligatoria a ripartizione e una volontaria a capitalizzazione rafforza le capacità del sistema di fare fronte a shock di diversa natura, mitigando così il rischio di prestazioni previdenziali inadeguate per cui si intende favorire una più ampia diffusione dei fondi pensione/pip. Sulla base di stime ancora preliminari della Covip alla fine del 2021 il totale degli iscritti alla previdenza complementare ha raggiunto circa 8,8 milioni con un tasso di partecipazione del 33% circa. Rispetto però alle forze di lavoro per fasce di età la partecipazione alla previdenza complementare dei soggetti under 35 è pari al 22,7%, inferiore di circa un terzo a quella delle fasce di età centrali (35-54 anni) con una contribuzione di due terzi inferiore. In una prospettiva di Next Generation previdenziale si riflette poi su interventi da porre in essere anche sulla pensione di base con eventuali modifiche al meccanismo di funzionamento del contributivo. I giovani sono infatti esposti ad un rischio pensionistico particolarmente elevato per effetto di un ritardato ingresso nel mondo del lavoro, di retribuzioni spesso più basse rispetto alle generazioni precede i di carriere intermittenti e, evidenziare con particolare riferimento alla contingenza economica attuate, dell’andamento del PIL (è il fattore di rivalutazione del contributivo e delle tendenze demografiche (si riflettono sui coefficienti per calcolare le rendite). Tra le misure possibili vi è allora la introduzione di una pensione contributiva di garanzia sia con riferimento al quantum del trattamento che al momento del pensionamento con una riflessione anche sulla vale previdenziale di una versione gratuita del riscatto laurea comme misura pro giovani.

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