I professionisti, una categoria benemerita

La rivoluzione digitale è stata vissuta spesso con diffidenza dai professionisti, non senza ragione: accanto a indubitabili vantaggi ha caricato sulle loro spalle pesanti oneri come la necessità di investire su hardware, software, formazione del personale, e in molti casi anche vere e proprie corveé, in genere obblighi di compilazione e di trasmissione di dati alla pubblica amministrazione, adempimenti di solito poco o nulla retribuiti. Da liberi professionisti rischiano di trasformarsi nella ruota di scorta della macchina statale. Tuttavia bisogna dare atto agli ordini professionali di aver fatto, in questi anni, anche qualche tentativo per cavalcare e non solo subire l’evoluzione tecnologica. Forse la più attiva in questo senso è stata la professioni più bistrattata dal legislatore negli ultimi vent’anni. I notai hanno visto i loro redditi ridursi in modo drastico, a causa della crisi immobiliare e della sottrazione di alcune competenze, ma hanno continuato a cavalcare l’innovazione su vari fronti. Per esempio hanno istituito registri digitali per facilitare la designazione degli amministratori di sostegno, sono stati i primi a capire e sfruttare le potenzialità della blockchain nel garantire la certezza dei rapporti giuridici, hanno costituito una sorta di superagenzia immobiliare digitale finalizzata a garantire le dismissioni di immobili pubblici e privati. Ovviamente i notai non sono gli unici a essersi rimboccati le maniche: i dottori commercialisti stanno lottando da anni per far decollare le Sap, le scuole di alta formazione che dovrebbero garantire una maggior specializzazione e professionalità alla categoria. I consulenti del lavoro hanno lanciato l’Assepco, cioè l’asseverazione della regolarità contributiva dei contratti, una certificazione rilasciata dal consiglio nazionale che dovrebbe incentivare il lavoro etico. A dimostrazione del fatto che le professioni hanno radici profonde nella nostra società, tanto da riuscire a produrre idee e progetti innovativi e di rilevante impatto sociale anche come risposta alla vergognosa campagna di delegittimazione e di spoliazione portata avanti negli anni scorsi dalla combriccola Visco-Bersani-Antitrust con la compiacenza di Confindustria.

Correlati

advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img

Ultim'ora

Putin: prima o poi Russia e Ucraina troveranno un accordo

L'intervista a Tucker Carlson: voglio arrivare a una soluzione negoziale Roma, 9 feb. (askanews) – "Russia e Ucraina prima o poi troveranno un accordo", ha dichiarato Vladimir Putin nell'intervista a Tucker Carlson, pubblicata sul sito del giornalista americano. Il presidente russo ha detto che vuole arrivare a "una soluzione per la situazione in Ucraina per

Sanremo, terza serata: il ciclone Mannino, Morandi, Russel Crowe e la sua band, Eros e la pace

Inizio con un pizzico di polemica sul ballo del qua qua, Amadeus: si è parlato troppo di John Travolta Sanremo, 8 feb. (askanews) – Inizio con un pizzico di polemica da parte di Amadeus della terza serata del Festival di Sanremo. Inizio con la polemica sul ballo del qua qua, che ha tenuto banco da

Putin, intervista a Tucker Carlson: “Ucraina ha iniziato guerra nel 2014”

(Adnkronos) - "L'Ucraina ha iniziato la guerra nel 2014. Non l'ha iniziata la Russia nel 2022. Il nostro è un tentativo di fermare la guerra". Vladimir Putin si esprime così nell'intervista fiume a Tucker Carlson. Il presidente della Russia accoglie il giornalista statunitense al Cremlino e parla per 2 ore in una chiacchierata che, per