Un mutuo soccorso tra le Casse

Un «fondo intercategoriale di solidarietà» fra le Casse di previdenza professionali, che possa esser utilizzato per supportare un Ente, in caso di difficoltĂ  finanziaria. E, per realizzarlo, si pensa di «proporre al governo una defiscalizzazione, i cui proventi possano costituire» una riserva per il mutuo soccorso nel sistema pensionistico privato e privatizzato. A rivelarlo a ItaliaOggi il presidente dell’Adepp (l’Associazione che riunisce le Casse) Alberto Oliveti, annunciando che l’organismo ha deciso ieri di istituire una commissione «ad hoc» per affrontare il tema e individuare le forme per attuare il progetto, una questione, ha dichiarato, «che sollevavamo giĂ  da tempo». «Sappiamo che non è possibile stornare contributi previdenziali versati obbligatoriamente dai singoli iscritti alle Gestioni di appartenenza, quindi, l’ipotesi della defiscalizzazione è quella allo studio», ha proseguito, tuttavia «occorre verificare che ci sia, innanzitutto, la volontĂ  politica dell’esecutivo di intervenire per ridurre la iniqua doppia tassazione (sulle prestazioni erogate e sui rendimenti da investimento, ndr) che grava sulle Casse. Il problema, che oggi riguarda alcune professioni intellettuali come quella dei giornalisti» associati all’Inpgi, «è legata al concetto della proprietĂ  intellettuale che, venendo a mancare, fa sì che si corra il rischio che per tali lavoratori saltino i flussi contributivi. L’ideale sarebbe disporre di un meccanismo che possa veramente tutelare la proprietĂ  intellettuale. So che in Europa si sta lavorando per trovare una soluzione, e mi auguro che anche le nuove tecnologie possano fornire un aiuto concreto in questa direzione», ha sottolineato il numero uno dell’Adepp. Quel che è chiaro è che la proposta che uscirĂ  dalla commissione che verrĂ  insediata all’interno dell’Associazione non riguarderĂ  un contributo «una tantum» che viene trasferito da un Ente all’altro, «sotto forma di mero sostegno assistenziale», perchĂ© «servirebbe un disposto legislativo che lo preveda» (e che l’iniziativa venga, perciò, accolta e condivisa dai ministeri vigilanti del lavoro e dell’economia, ndr), ha aggiunto Oliveti. «La questione è complessa e, per tirare le somme, vi sarebbero tre impostazioni da seguire: la prima è l’ipotesi di costituire il fondo fra le Casse, però, se tale fondo dovrĂ  esser composto da contributi dei professionisti, per quanto differibili in patrimonio, non so se potrĂ  superare il vaglio di legittimità» dei dicasteri vigilanti. La seconda strada è quella di usare la leva della defiscalizzazione, e «un’apertura legislativa, in tal senso, potrebbe prevedere che una quota parte delle risorse possa esser destinata ad un ritorno intercategoriale». Infine, a giudizio di Oliveti, per affrontare globalmente la questione, si potrebbe «definire un salario che vada a tutelare la proprietĂ  intellettuale».

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